venerdì 12 marzo 2010
Riversa in atmosfera più CO2
un KWh prodotto dalla scissione dell'atomo oppure uno generato
dalla sollecitazione di un raggio di sole ad una cella
fotovoltaica?
Da ricerche approfondite condotte
dagli studiosi americani Vasilis M. Ftenakis e Hyung Chul Kim che
hanno annalizzato il LCA (ciclo di vita del prodotto) fino
all'impianto che produce energia elettrica nei due casi: con il
nucleare e con il fotovoltaico.
La produzione elettrica sia nucleare che fotovoltaica ha bisogno
di strumenti.
Nel primo caso il
dispositivo principe è il reattore nucleare formato da barre
di uranio arricchito inserito in un grande edificio chiamato
centrale;
nel secondo
caso un pannello di silicio appoggiato per terra o
sopra un tetto.
Nessuno dei due è nato dal
niente. Tutti e due sono il prodotto di una filiera produttiva che
parte dalla materia prima (il minerale contente uranio per il
nucleare e gli scarti di silicio dall'industria microeletttronica
per il fotovoltaico) e, attraverso varie fasi di lavorazione,
arriva al prodotto finito.
Per quanto riguarda il nucleare, le fasi di produzione comprendono
l' estrazione del minerale contenente uranio, la polverizzazione e
separazione dalle scorie, l'arricchimento con isotopi dell'uranio
235, la produzione delle barre di uranio arricchito, la costruzione
e lo smantellamento della centrale e il trattamento delle scorie
nucleari .
Per il fotovoltaico, si fonde il silicio di scarto della
produzione dei microchip e si costruisce il pannello che poi deve
essere posizionato e alla fine smantellato.
I due ricercatori hanno
concluso che la fonte energetica nucleare produce più gas
serra:
35 grammi CO2-eq/KWh (in
media) per il nucleare;
28 grammi CO2-eq/KWh per il
solare fotovoltaico;
Questa consapevolezza dovrà
far riflettere la classe politica sulla scelta o meno del
nucleare.