LA MANOVRA FINANZIARIA METTE A RISCHIO RINNOVABILI ED INCENTIVI
martedì 8 giugno 2010

Vari interventi di eliminazione o attenuazione degli incentivi sono previsti alle rinnovabili in Italia ed anche in Provincia di Frosinone.

La manovra finanziaria, all'articolo 45, interviene sui certificati verdi, abolendo il ritiro da parte del GSE di quelli in eccesso.

L'obbligo di ritiro dell'eccesso di offerta di certificati verdi da parte del Gse potrebbe essere abolito. Una misura in tal senso è prevista dalla Finanziaria approvata dal Consiglio dei Ministri, che comprende l'articolo 45 intitolato "Abolizione dell'obbligo di ritiro dell'eccesso di offerta di certificati verdi".

Emessi dal Gse su richiesta dei produttori di energia da fonti rinnovabili, i certificati verdi rappresentano un sistema di incentivazione della produzione di energia verde. L'obbligo di ritiro dell'eccesso di offerta di questi certificati, introdotto dalla legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (Finanziaria 2008) e attuato dal decreto dello Sviluppo economico 18 dicembre 2008, impone al Gestore Servizi Energetici (GSE) di ritirare i certificati rimasti invenduti (cioè in eccesso rispetto a quelli necessari per assolvere l'obbligo) in ciascun anno fino al 2011.

Secondo l'Agenzia Provinciale per l'Energia di Frosinone, tale intervento     rischia di colpire pesantemente lo sviluppo delle energie pulite nel nostro Paese e la credibilità delle scelte italiane rispetto alla prospettiva di diffusione delle rinnovabili al 2020 obbligatoria per tutti i Paesi UE.

L'effetto del provvedimento che abolisce il ritiro da parte del GSE dei certificati verdi in eccesso sarebbe, infatti, di farne crollare il prezzo, limitando il ritorno degli investimenti già realizzati e di quelli programmati. Con tale norma non ci sarebbe più alcun ritorno dell'investimento, con drammatici effetti in termini economici e occupazionali nell'unico settore che, in questi mesi, ha mostrato segnali positivi di crescita.

Inoltre da sottolineare come il provvedimento non avrà alcun effetto per le entrate dello Stato, visto che non sono finanziamenti pubblici ma un meccanismo di mercato che obbliga le aziende del settore energetico a produrre  una quota minima da fonti rinnovabili e a muovere così i progetti da biomasse e biogas, eolici, geotermici, idroelettrici.

In tale contesto normativo sarà penalizzato anche l'indotto industriale nella Provincia di Frosinone ed in particolare, sia le aziende che sceglieranno di investire sulla produzione di energia da cogenerazione, sia la filiera corta delle biomasse presenti nel distretto agro energetico della Valle del Sacco, utilizzabili come biocombustibili in tale centrali.

APEF   ritiene che l'abolizione dell'obbligo del riacquisto da parte del Gestore dei Servizi Energetici dei certificati verdi in eccesso in dote agli operatori delle rinnovabili potrebbe portare in assenza di un adeguamento coerente della quota d'obbligo, ad una sostanziale destabilizzazione del sistema e di conseguenza, da un punto di vista occupazionale" ad "effetti disastrosi" oltre al "sicuro default finanziario per le iniziative in essere che vedrebbero tagliati i ritorni economici necessari a ripagare gli investimenti, financo la non riconversione delle biomasse utilizzabili nella Valle del Sacco nella filiera agro energetica.

Non c'è inoltre alcuna traccia del rifinanziamento della detrazione 55% per interventi di efficienza energetica nel settore edilizio e c'è un notevole ridimensionamento dell'incentivo in conto energia sull'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici con decurtazioni (contenute nella bozza di D.M.) fino al 20%.

Dal 2003, siamo in attesa delle Linee guida per i progetti da fonti rinnovabili, mentre gli obiettivi Ue sono nell'interesse di tutti e sono obbligatori; l'Italia deve raggiungere con le rinnovabili il 17% di produzione da fonti pulite rispetto ai consumi, e se questo obiettivo non verrà conseguito dovremo pagare multe e importare dall'estero. Il governo faccia marcia indietro sui certificati verdi e presenti finalmente il piano per una discussione pubblica prima di consegnarlo a Bruxelles.

Anche la Regione Lazio dovrà ottemperare a tali requisiti, soprattutto attraverso lo strumento del Piano Energetico Regionale, monitorando ed incentivando anche la Provincia di Frosinone che dovrà rispettare gli obblighi imposti dall'UE al 2020; in quest'ottica di tagli delle fonti rinnovabili su scala nazionale, sarà un  percorso in salita per i cittadini, le aziende e gli enti pubblici interessati  tali investimenti ed opportunità economico occupazionali.