Energia e regolamenti edilizi
lunedì 27 ottobre 2008

 

Edilizia come fonte di energia sostenibile. Secondo il rapporto Onre (Osservatorio nazionale sui regolamenti edilizi) per il risparmio energetico di Legambiente e Cresme, presentato al Saie di Bologna, le innovazioni progettuali possono trasformare gli edifici da luogo di consumo a strumento per la produzione di energia.

In Italia non esiste una politica nazionale unitaria che promuove le energie rinnovabili, per cui molto è demandato alle normative adottate dalle amministrazioni locali. Lo studio è stato presentato da Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanistica di Legambiente e Lorenzo Bellicini dell'Istituto di ricerca Cresme, dal titolo Analisi dei regolamenti edilizi comunali, delle linee guida provinciali e delle normative regionali in materia di risparmio ed efficienza energetica e produzione di energia da fonti alternative a quelle fossili.

"I regolamenti edilizi comunali sono una leva fondamentale per promuovere e realizzare politiche ambientali e energetiche innovative. Siamo abituati a ragionare di energia solo in termini di "fonte" (petrolio, gas, carbone, nucleare) e a pensare agli edifici come luogo di consumo di energia prodotta altrove. Quello che invece si viene profilando in questa prima indagine - hanno dichiarato i due curatori dell'indagine - è uno scenario in cui attraverso una profonda innovazione nel modo di progettare, costruire e gestire gli edifici non solo si può ridurre significativamente la domanda elettrica e termica civile, ma addirittura una parte dell'energia potrà essere prodotta dagli edifici e consumata o scambiata con la rete. Le esperienze realizzate in molti comuni italiani in questi anni, spinta da regolamenti edilizi di nuova generazione, è interessante proprio perché hanno prodotto risultati significativi in termini di innovazione, offrendo anche una risposta concreta ai problemi di costo dell'energia delle famiglie".

La prima indagine di Cresme e Legambiente sul regolamento edilizio come motore del cambiamento, ha preso in considerazione un campione di 1000 comuni raccogliendo e catalogando 188 regolamenti edilizi, che, attraverso l'obbligo (104) o con i soli incentivi (85), promuovono un diverso modo di costruire che guarda alla sostenibilità ambientale.

Il principale indirizzo che emerge dall'analisi dei 188 regolamenti edilizi è quello che riguarda l'obbligo di progettare e realizzare l'impianto di produzione di energia termica in modo di coprire con fonti rinnovabili almeno il 50% del fabbisogno annuo di energia per la produzione di acqua calda e di prevedere l'installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica non inferiore a quantità definite con valori diversi per unità abitativa dai vari regolamenti. L'obbligo riguarda tutte le nuove costruzioni, le demolizioni e ricostruzioni e le ristrutturazioni integrali di edifici che superino una certa dimensione per alcuni comuni, o tutte indistintamente per altri. Misurato in termini di potenziali, i regolamenti edilizi dei 104 comuni censiti che obbligano le nuove costruzioni a rispettare gli obiettivi di risparmio energetico, interessano un mercato annuo di 40mila abitazioni, circa. il 13% delle 300mila abitazioni realizzate in Italia nel 2008, interessando 7,6 milioni di abitanti.

Un po' di dati: - In 104 comuni i regolamenti edilizi comunali prevedono prescrizioni obbligatorie che condizionano sempre il rilascio del permesso di costruire, e a volte anche quello per la ristrutturazione, ad una serie di adempimenti legati alla produzione di energia da fonti alternative.

- 24 comuni su 104 hanno inserito nei regolamenti edilizi obblighi di risparmio energetico, prevedendo prescrizioni che vanno oltre la produzione di energia solare.

- 7 regolamenti edilizi su 104 indicano una percentuale di copertura del fabbisogno totale di energia dell'edifici (15%-20%) che deve obbligatoriamente provenire da fonti rinnovabili.

Tra le Province vale la pena segnalare le linee guida per la definizione dei regolamenti edilizi comunali di tipo sostenibile delle Province di Parma, Lecco, Varese, Milano, Como, Pavia, Trento e Bolzano, che definiscono una serie di indirizzi e regolamenti per consentire ai comuni della provincia di redigere i loro strumenti regolativi relativi a interventi operativi