domenica 25 maggio 2008
Lo scorso 1° maggio, nel silenzio generale dei media,
è entrato in vigore un decreto che estende il segreto di
Stato anche agli impianti civili per produzione di energia ed altre
infrastrutture critiche, come l'installazione in Italia di centrali
per la produzione di energia o all'individuazione di un sito unico
per il deposito delle scorie nucleari prodotte dalle vecchie
centrali nucleari, poi bloccate dal referendum del 1987. Il
decreto, firmato dall'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi
e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16 aprile scorso,
consta di 11 articoli, alcuni dei quali hanno suscitato l'allarme
degli ambientalisti.
L'oggetto del regolamento Il regolamento, si legge all'art.1,
"disciplina i criteri per l'individuazione delle notizie, delle
informazioni, dei documenti, degli atti, delle attività,
delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto
di Stato, nonché individua gli uffici competenti a svolgere,
nei luoghi coperti da segreto di Stato, le funzioni di controllo
ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo
nazionale dei vigili del fuoco".
Cosa è segreto di Stato. L'art. 5 stabilisce che "sono
suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato le informazioni,
le notizie, i documenti, gli atti, le attività, i luoghi e
le cose attinenti alle materie di riferimento esemplificativamente
elencate in allegato". Queste materie di riferimento riguardano,
oltre alla "tutela di interessi economici, finanziari, industriali,
scientifici, tecnologici, sanitari ed ambientali", anche "gli
stabilimenti civili di produzione bellica e gli impianti civili per
produzione di energia ed altre infrastrutture critiche".
Mani legate per Comuni e amministrazioni Neppure le aziende
sanitarie locali potranno accedere a questi luoghi per effettuare i
normali controlli: "Nei luoghi coperti dal segreto di Stato, le
funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie
locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da
autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle
amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio
provvedimento" (art. 9, comma 1). Questi uffici "sono costituiti da
almeno due esperti per ogni singolo settore di attività che
possono essere individuati nel personale medico appartenente ad
amministrazioni dello Stato e nel personale del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco ovvero da altri soggetti muniti di adeguate
competenze tecniche. Tutti i componenti dell'ufficio devono essere
muniti del nulla osta di sicurezza al massimo livello" (comma 2).
Nei luoghi coperti dal segreto di Stato, recita il decreto, "le
amministrazioni non sono tenute agli obblighi di comunicazione
verso le aziende sanitarie locali ed il Corpo nazionale dei vigili
del fuoco a cui hanno, comunque, facoltà di rivolgersi per
ausilio o consultazione" (comma 3, art. 9).
Tocca ora a Berlusconi Il governo Prodi ha individuato dunque
nello strumento del segreto di Stato la soluzione all'annoso
problema del deposito unico per lo smaltimento delle scorie
nucleari italiane. In precedenza, il secondo Governo Berlusconi
aveva individuato con un decreto il sito geologico di Scanzano
Ionico, ma fu costretto a ritirarlo per le forti opposizioni
popolari e delle forze politiche locali. Ora, ottenuto un nuovo
mandato dagli elettori, Berlusconi potrà avvalersi del
segreto di Stato per individuare il sito