Dossier Legambiente: Comuni Rinnovabili 2008
venerdì 21 marzo 2008

È stato presentato il 19 marzo scorso, a Roma "Comuni Rinnovabili 2008" il rapporto annuale (è già la terza edizione) che Legambiente redige sull'uso delle fonti energetiche pulite nei comuni italiani. Le notizie sono incoraggianti: sono 3.190, più del doppio rispetto all'anno scorso, i comuni nei cui territori sono stati realizzati investimenti in energie rinnovabili, particolarmente virtuosi i piccoli comuni, al sud come al nord, quelli con meno di 5.000 abitanti (1664 sui 3190), mentre i grandi centri sono più in ritardo.

Il comune più all'avanguardia sul fronte dell'energia pulita è Dobbiaco (Toblach) in Val Pusteria (BZ), unico completamente autosufficiente grazie alle rinnovabili sia dal punto di vista elettrico che da quello termico. Soddisfa completamente il fabbisogno di elettricità dei suoi poco più di tremila abitanti con il fotovoltaico e gli impianti minidroelettrici (quelli che hanno potenze inferiori ai 3 MW), e con un impianto a biomasse abbinato al teleriscaldamento garantisce il calore anche al vicino comune di San Candido (Innechen). In Italia sono 172 i comuni autosufficienti dal punto di vista elettrico grazie alle rinnovabili (considerando solo eolico e minielettrico), mentre sono 16 quelli che riescono a scaldare tutti i propri abitanti con teleriscaldamento da rinnovabili. Il Comune di Frosinone è al 46° posto per quanto concerne le installazioni di impianti solari termici nell'edilizia comunale con 54 mq; è addirittura al 9° posto per quanto riquarda le installazioni di impianti solari fotovoltaici, sempre nell'edilizia comunale (120 kW installati).

"I numeri mostrano come le opportunità per rinnovare la politica energetica dell'Italia (che dipende attualmente dall'estero per il 90% del proprio fabbisogno energetico), liberandola dalle fonti fossili siano nelle mani del territorio" ha detto Edoardo Zanchini, responsabile nazionale energia di Legambiente. Per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall'Unione Europea, continua Zanchini "l'Italia deve puntare su un modello di generazione distribuita con un forte ruolo delle fonti pulite." L'ostacolo maggiore, secondo Legambiente, è la normativa: "Siamo il paese in Europa con le migliori possibilità d'investimento nelle rinnovabili e quello in cui è più complicato realizzare i progetti. Ogni regione ha, infatti, un quadro normativo diverso (e spesso ostile ai progetti) perché non sono state emanate le linee guida previste dal DL 387/2003". Per l'associazione occorre semplificare le procedure per l'approvazione e la realizzazione degli impianti, ma anche imporre obblighi quali quello di un contributo minimo di fonti rinnovabili, per il fabbisogno elettrico e termico, in ogni edificio di nuova costruzione.

  A sinistra è possibile effettuare il download del dossier di Legambiente