FAQ

LE FAQ DI A.P.E.F.

Consultabili per argomenti, forniscono utili risposte sulle varie forme di energia rinnovabile e sul risparmio energetico.

 

LE FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI

ENERGIA SOLARE

ENERGIA EOLICA

RISPARMIO ENERGETICO

ENERGIA IDRAULICA

ENERGIA DA BIOMASSE

ENERGIA DAI RIFIUTI

 

 

 

LE FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI torna su

Quali sono le fonti energetiche rinnovabili?

Che relazione c'è tra le fonti rinnovabili, il risparmio energetico e l'uso razionale dell'energia?

Perché utilizzare le fonti rinnovabili?

Posso raggiungere la completa indipendenza energetica tramite le fonti rinnovabili?

Cosa posso fare con gli impianti a fonti rinnovabili?

Come viene incentivata l'installazione di impianti a fonti rinnovabili?

Quali sono gli operatori nel campo delle energie rinnovabili in Italia?

E' possibile allacciare alla rete elettrica sistemi alimentati a FER?

L'energia prodotta da impianti alimentati a FER può essere venduta alla rete nazionale?

Quali sono le fonti energetiche rinnovabili?
Una fonte energetica è definita rinnovabile quando il suo sfruttamento avviene in un tempo confrontabile con quello necessario per la sua rigenerazione. La legge 10/91 considera le seguenti fonti energetiche rinnovabili (FER): il sole, il vento, l'energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree ed il moto ondoso. Questa definizione va completata includendo le biomasse (p. es. legno), precisando che tali risorse sono da considerarsi rinnovabili solo se gestite in modo appropriato, vale a dire facendo sì che il loro tempo di utilizzo sia compatibile con quello di ripristino.
E' importante considerare come le forme di energia sul nostro pianeta hanno origine dall'irraggiamento solare, ad eccezione dell'energia nucleare, geotermica e delle maree: l'energia idroelettrica, che sfrutta le cadute d'acqua, non esisterebbe senza il ciclo "solare" dell'evaporazione e della pioggia. Senza il sole non ci sarebbe il vento, dovuto al disuniforme riscaldamento delle masse d'aria, e quindi l'energia eolica. L'energia delle biomasse è energia solare immagazzinata chimicamente, attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana. Anche i combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) derivano dalla energia del sole immagazzinata nella biomassa milioni di anni fa attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana, ma non sono rinnovabili in tempi storici. torna su

Che relazione c'è tra le fonti rinnovabili, il risparmio energetico e l'uso razionale dell'energia?
L'utilizzo di FER è l'ultimo gradino di una piramide che ha come base il risparmio energetico e l'uso razionale dell'energia. Il primo passo è, infatti, quello di limitare gli sprechi incrementando l'efficienza dei dispositivi che producono energia. Solo in seguito si può pensare alla scelta della fonte energetica con cui alimentare questi dispositivi. torna su

Perché utilizzare le fonti rinnovabili?
Le FER presentano numerosi vantaggi, di cui i maggiori sono senza dubbio l'assenza di emissioni inquinanti durante il loro utilizzo (fonti "pulite") e la loro inesauribilità. Tali lati positivi le rendono del tutto preferibili rispetto alle fonti fossili oggi utilizzate, come petrolio, gas naturale e carbone. torna su

Posso raggiungere la completa indipendenza energetica tramite le fonti rinnovabili?
Le FER sono caratterizzate da una variabilità imprevedibile (si pensi ai regimi di vento o anche alle piene dei fiumi), per cui in genere è necessario un sistema integrativo che "aiuti" l'impianto alimentato a FER e ne assicuri la continuità di servizio. Nel caso, per esempio di un impianto fotovoltaico, il sistema integrativo può essere costituito da un parco batterie per l'accumulo dell'energia, oppure dalla rete elettrica o da un gruppo elettrogeno diesel. Nel caso di un sistema solare termico, l'integrazione è data da una caldaia a gas oppure da uno scaldabagno elettrico. La combinazione di più FER, meglio se complementari (ad esempio sole e vento), permette di ridurre il loro carattere imprevedibile e diminuire così la dipendenza dal sistema integrativo. torna su

Cosa posso fare con gli impianti a fonti rinnovabili?
Dalle FER si possono produrre sia energia termica che elettrica. Dall'energia diretta del sole possiamo ottenere calore (utilizzando i collettori solari termici) ed elettricità con i sistemi solari fotovoltaici. Il calore può essere prodotto anche mediante caldaie alimentate a biomassa. Si può generare elettricità dall'energia del vento (impianti eolici) o dell'acqua (impianti idroelettrici). torna su

Come viene incentivata l'installazione di impianti a fonti rinnovabili?
L'acquisto di sistemi ad energia solare (termici e fotovoltaici) viene oggi favorito mediante programmi di finanziamento promossi dalle Regioni assieme al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Tali programmi prevedono la fornitura di un contributo a fondo perduto destinato a soggetti pubblici e privati per l'installazione di impianti solari termici e l'incentivazione in conto energia  per gli impianti fotovoltaici (per maggiori informazioni si rimanda al sito del : www.minambiente.it). Si ricordi, inoltre, che gli interventi di risparmio energetico (e tra questi è considerata anche l'installazione di impianti alimentati a FER) possono essere detratti dall'IRPEF nella misura del 55%, che possono essere cumulate con finanziamenti in conto capitale al massimo del 20%. torna su

Quali sono gli operatori nel campo delle energie rinnovabili in Italia?
Per una vasta panoramica sui principali operatori italiani nel campo delle energie rinnovabili, si rimanda al sito di ISES ITALIA (www.isesitalia.it), alla voce "soci".
torna su

E' possibile allacciare alla rete elettrica sistemi alimentati a FER?
La delibera 224/2000, promulgata dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, stabilisce le condizioni per l'allacciamento alla rete elettrica dei sistemi fotovoltaici di piccola potenza (tra 1 e 20 kW). Questa circostanza, purtroppo, non è stata ancora estesa a tutti i sistemi alimentati a FER. Ne è un esempio l'eolico di piccola taglia, per il quale ad oggi manca una regolamentazione che renda possibile l'allaccio in rete. torna su

L'energia prodotta da impianti alimentati a FER può essere venduta alla rete nazionale?
Facendo sempre riferimento ai sistemi fotovoltaici, per i quali esiste la possibilità di allaccio alla rete elettrica, in Italia si utilizza il sistema del "net metering". Tale sistema consiste nel disporre, accanto al contatore tradizionale, un altro contatore, che misuri l'energia riversata dall'utente nella rete elettrica. La bolletta risulta dal bilancio tra l'energia venduta e quella acquistata. Resta però il vincolo di non poter produrre, come media in un anno, più energia di quella che si è consumata. Non sarà quindi possibile ricevere soldi dalla società elettrica. torna su

ENERGIA SOLARE torna su

Cos'è un impianto solare termico?

Come posso usare l'acqua scaldata tramite pannelli solari?

Che cosa è un impianto fotovoltaico?

Quali sono i vantaggi della tecnologia fotovoltaica?

Che differenza c'è tra un impianto fotovoltaico ed un impianto solare termico?

Dove può essere installato un impianto fotovoltaico?

Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?

Qual è la frazione di energia solare effettivamente trasformata dagli impianti fotovoltaici?

Qual è la più grande centrale fotovoltaica italiana? Quanta energia produce?

Quanto si perde in termini di produzione annua di un impianto fotovoltaico se non si orientano correttamente i moduli?

Chi può ricevere il contributo in conto energia?

In aggiunta alla tariffa incentivante riconosciuta sull'energia prodotta, vi sono altri meccanismi che remunerano l'elettricità ceduta alla rete?

CONTO ENERGIA 2007: Per quali casi è possibile un incremento delle tariffe ?

CONTO ENERGIA 2007. Gli impianti esistenti possono essere incentivati?

CONTO ENERGIA 2007. E' riconosciuto un premio per chi è in possesso di certificazione energetica dell'edificio?

CONTO ENERGIA 2007. Quali sono gli impianti con integrazione architettonica?

CONTO ENERGIA 2007: Quali sono le tariffe concesse agli impianti fotovoltaici con il nuovo decreto Conto Energia?

CONTO ENERGIA 2007: Con il nuovo decreto l'iter burocratico di accesso alle tariffe incentivanti come si è semplificato?

Cos'è un impianto solare termico?
Un impianto solare termico è un sistema in grado di trasformare l'energia irradiata dal sole in energia termica, ossia calore, che può essere utilizzato negli usi quotidiani, quali ad esempio il riscaldamento dell'acqua per i servizi o il riscaldamento degli ambienti. torna su

Come posso usare l'acqua scaldata tramite pannelli solari?
L'acqua calda prodotta dai pannelli solari può essere utilizzata sia come acqua calda sanitaria sia come acqua per il riscaldamento degli ambienti. Questa seconda applicazione è meno diffusa, soprattutto in climi come quello italiano, perché, al fine di assicurare una percentuale sensibile della richiesta di calore per riscaldamento invernale, il sistema avrà una taglia tale da generare, in estate, molta più acqua calda di quella necessaria. Una soluzione a questo problema è quella di "dirottare" il calore in eccesso per riscaldare una piscina (se presente, ovviamente!) scoperta. Quando l'energia prodotta dai pannelli solari è destinata al riscaldamento di acqua calda sanitaria, si possono raggiungere anche percentuali del 70% di copertura del fabbisogno medio annuo. Se si include anche il riscaldamento, raramente il fattore di copertura sale al di sopra del 40%. torna su

  Che cosa è un impianto fotovoltaico?
Un impianto fotovoltaico trasforma direttamente l'energia solare in energia elettrica. Esso è composto essenzialmente da:
- moduli o pannelli fotovoltaici;
- inverter, che trasforma la corrente continua generata dai moduli in corrente alternata;
- quadri elettrici e cavi di collegamento.
I moduli sono costituiti da celle in materiale semiconduttore, il più utilizzato dei quali è il silicio cristallino. Essi rappresentano la parte attiva del sistema perché convertono la radiazione solare in energia elettrica. torna su

Quali sono i vantaggi della tecnologia fotovoltaica?
I vantaggi possono riassumersi in:
- assenza di qualsiasi tipo di emissione inquinante;
- risparmio di combustibili fossili;
- affidabilità degli impianti poiché non esistono parti in movimento;
- costi di esercizio e manutenzione ridotti al minimo;
- modularità del sistema (per aumentare la potenza dell'impianto è sufficiente aumentare il numero dei moduli).
Peraltro è da tener presente che l'impianto fotovoltaico è caratterizzato da un elevato costo iniziale (dovuto essenzialmente all'elevato costo dei moduli) e da una produzione discontinua a causa della variabilità della fonte energetica (il sole). torna su

Che differenza c'è tra un impianto fotovoltaico ed un impianto solare termico?
Entrambe le tipologie d'impianto utilizzano il sole come fonte energetica, catturandone la radiazione attraverso superfici captanti: mentre i moduli fotovoltaici trasformano direttamente la radiazione solare in energia elettrica, i pannelli solari termici utilizzano l'energia termica del sole per riscaldare l'acqua da utilizzare per uso igienico sanitario o per il riscaldamento degli ambienti. torna su

Dove può essere installato un impianto fotovoltaico?
I moduli fotovoltaici possono essere collocati su qualsiasi pertinenza di un immobile (tetto, facciata, terrazzo) o sul terreno. La decisione deve essere presa in base all'esistenza sul sito d'installazione dei seguenti requisiti:
- disponibilità di spazio necessario per installare i moduli;
- corretta esposizione ed inclinazione della superficie dei moduli.
Le condizioni ottimali in l'Italia sono:
- esposizione SUD (accettabile anche SUD-EST, SUD-OVEST, con ridotta perdita di produzione);
- inclinazione dei moduli compresa fra 25° (latitudini più meridionali) e 35° (latitudini più settentrionali);
- assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento. torna su

Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?
Facendo riferimento soprattutto alle piccole applicazioni (tetti fotovoltaici) e a moduli di silicio cristallino, un valore indicativo di occupazione di superficie è di circa 8 ÷ 10 mq per kW di potenza nominale installata. torna su

Qual è la frazione di energia solare effettivamente trasformata dagli impianti fotovoltaici?
La densità di potenza in arrivo dal sole alla superficie dell'atmosfera terrestre vale 1353 W/m2, che in termini di energia equivale a circa 32.5 kWh/m2/giorno. Tenendo conto della rotazione terrestre, alle nostre latitudini (40° Nord), l'insolazione media alla superficie dell'atmosfera vale circa 8 kWh/m2/giorno corrispondenti a circa a 2900 kWh/m2/anno. Nell'attraversare l'atmosfera, la radiazione solare viene in parte assorbita e diffusa e il valore dell'insolazione media si riduce al suolo a circa 5,5 kWh/m2/giorno, corrispondenti a circa 2000 kWh/m2/anno. Questo valore si riferisce a condizioni di atmosfera limpida; nubi e nebbie riducono in modo sostanziale l'insolazione effettiva. Dati storici rilevati da stazioni metereologiche e mediati nel tempo consentono di definire mappe con curve isoradiative che riportano i valori medi giornalieri per le varie località: per Bologna, per esempio, 3.9 kWh/m2/giorno, circa 1420 kWh/m2/anno. L'energia raccolta dai moduli fotovoltaici dipende inoltre ancora da due fattori: l'angolo di inclinazione rispetto al suolo (tilt) a cui i pannelli vengono montati, e l'angolo di azimut rispetto alla direzione Sud. Alle nostre latitudini la massimizzazione della cattura di energia avviene con un angolo di tilt di circa 30° e azimut 0°. In questo caso il guadagno rispetto al caso orizzontale è circa il 10%. Se le superfici invece si discostano dall'orientazione Sud di un angolo fino a 30° la diminuzione di energia raccolta resta limitata. Per concludere, se l'energia elettrica prodotta vale, come nel caso del nostro impianto, circa 150 kWh/m2/anno (0.41 kWh/m2/giorno), l'efficienza di conversione è attorno al 10.5% rispetto all'insolazione effettiva al suolo, ma il 5% rispetto all'insolazione fuori dall'atmosfera. In particolare le nubi riducono mediamente del 30% l'energia solare convertibile dal nostro impianto. torna su

Qual è la più grande centrale fotovoltaica italiana? Quanta energia produce?
La più grande centrale fotovoltaica italiana è quella dell'ENEL a Serre (SA), che si estende su ca. 5.5 ettari di territorio ed è in funzione dal 1995. La superficie di pannelli installati è di 2.65 ettari, per una potenza nominale di 3.3 MW picco. Gli impianti più significativi in Italia sono stati realizzati nel centro-sud, dove maggiore è l'insolazione. Per esempio, considerando una insolazione di 1600 kWh/m2/anno e una efficienza totale media del 10%, una centrale può produrre ca. 1200 kWh/anno/kWpicco (calcolando una media di 7.5 m2 di pannelli per kW picco). Naturalmente periodi di fermo produttivo per riparazioni, manutenzione, ecc., possono ridurre anche significativamente questi valori. Nel 2004, a fronte di 4 MW picco installati in Campania, la produzione è risultata di soli 2500 MWh. torna su

Quanto si perde in termini di produzione annua di un impianto fotovoltaico se non si orientano correttamente i moduli?
L'orientamento ottimale di un impianto fotovoltaico è verso il SUD pieno, poiché il sole svolge nel corso della giornata un arco simmetrico rispetto al punto mediano che è il sud. Se si orientano i moduli diversamente rispetto al sud si avrà una diminuzione di producibilità dell'impianto proporzionalmente all'angolo di deviazione. Da simulazioni che si possono effettuare con software specifici si trova che orientando i moduli completamente a EST si ha un perdita del 20% circa, ed analogamente orientandoli verso OVEST. torna su

Chi può ricevere il contributo in conto energia?
Praticamente tutti: persone fisiche e giuridiche, privati, aziende, enti pubblici, comunità, condomini. Possono presentare la domanda sia i proprietari degli immobili destinati alla installazione dell'impianto fotovoltaico, che altri soggetti in possesso dell'autorizzazione scritta del proprietario ad installare l'impianto. torna su

In aggiunta alla tariffa incentivante riconosciuta sull'energia prodotta, vi sono altri meccanismi che remunerano l'elettricità ceduta alla rete?
Sì, in aggiunta alle tariffe incentivanti, che remunerano l'elettricità prodotta dagli impianti fotovoltaici, per gli impianti fino a 20 kW è possibile scegliere una delle seguenti due opzioni:
- accedere al servizio di scambio sul posto, che consiste nel consegnare alla rete l'energia prodotta in eccesso rispetto ai propri consumi oppure al contrario nel prelevare dalla rete l'energia necessaria ai propri consumi in eccesso rispetto alla propria produzione, effettuando i relativi conguagli con il distributore a fine anno. Dal punto di vista della regolazione partite economiche ciò significa che a fine anno si porterà a credito, per utilizzarla nei tre anni successivi, l'energia prodotta in eccesso rispetto ai consumi o si pagherà l'energia consumata in eccesso rispetto alla produzione annua;
- cedere alla rete tutta l'energia prodotta ai prezzi fissati dall'AEEG. Per gli impianti di potenza superiore ai 20 kW si diventa produttori di energia, che verrà pagata a prezzo AEEG. torna su

CONTO ENERGIA 2007: Per quali casi è possibile un incremento delle tariffe ?
C'è la possibilità di incrementare del 5% le tariffe del Conto Energia quando gli impianti ricadono nelle seguenti categorie:
- impianti di potenza maggiore di 3kW e non integrati i cui soggetti responsabili acquisiscono il titolo di autoproduttore, cioè la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica tramite impianto fotovoltaico e la consuma per almeno il 70% per uso proprio;
- impianti per scuole pubbliche o paritarie o per strutture sanitarie;
- impianti integrati in sostituzione di coperture in eternit o coperture contenenti amianto;
- impianti i cui soggetti responsabili sono enti locali con popolazione inferiore a 5000 abitanti. torna su

CONTO ENERGIA 2007. Gli impianti esistenti possono essere incentivati?
Sì, possono essere incentivati gli impianti entrati in esercizio tra il 01.10.2005 e la data della prossima delibera dell'AEEG sul Conto Energia, purchè non abbiano già beneficiato dei precedenti Conto Energia; in tal caso la domanda per l'incentivo dovrà essere trasmessa entro 90 giorni dalla delibera dell'AEEG. torna su

CONTO ENERGIA 2007. E' riconosciuto un premio per chi è in possesso di certificazione energetica dell'edificio?
Il nuovo Decreto prevede un premio per impianti fotovoltaici abbinati ad uso efficiente dell'energia. Il presupposto è che si tratti di impianti fotovoltaici operanti in regime di scambio sul posto. Il diritto al premio ricorre quando il soggetto responsabile sia in possesso di un attestato di certificazione energetica relativo all'edificio con l'indicazione di possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche dell'edificio stesso e che dopo la data di entrata in esercizio dell'impianto effettui gli interventi indicati nel suddetto attestato i quali determinino una riduzione di almeno il 10% dell'indice di prestazione energetica dell'edificio (Fino alla data di entrata in vigore della legge nazionale di certificazione energetica degli edifici, l'attestato di certificazione energetica di cui sopra è sostituito dall'attestato di qualificazione energetica). A seguito dell'esecuzione degli interventi il soggetto responsabile trasmette al GSE le certificazioni energetiche dell'edificio chiedendo il riconoscimento del premio che decorrerà a partire dall'anno solare successivo alla data di ricevimento della domanda. Il premio è pari alla metà della percentuale di riduzione del fabbisogno energetico dimostrato dalla certificazione energetica prodotta, ma non potrà essere maggiore del 30% della tariffa incentivante riconosciuta alla data di entrata in esercizio dell'impianto fotovoltaico. La tariffa incentivante maggiorata è riconosciuta per l'intero periodo residuo di diritto. Il premio viene riconosciuto sempre nella misura del 30% agli impianti operanti in regime di scambio sul posto se installati in edifici completati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto i quali attestino un indice di prestazione energetica dell'edificio inferiore di almeno il 50% rispetto ai valori riportati nell'allegato C, comma 1, tabella 1, del Decreto Legislativo del 19 Agosto 2005. torna su

CONTO ENERGIA 2007. Quali sono gli impianti con integrazione architettonica?
Quando i moduli fotovoltaici sostituiscono i materiali di copertura o rivestimento tetti o facciate, aventi la medesima inclinazione e funzionalità architettonica. Quando la struttura di copertura di pensiline, pergole e tettoie è costituita da moduli fotovoltaici. Quando i moduli sostituiscono il materiale trasparente o semi-trasparente atto a permettere l'illuminamento naturale interno agli edifici. Quando i moduli sostituiscono parte dei pannelli fonoassorbenti delle barriere acustiche. Quando i moduli costituiscono la parte esposta al sole della superficie riflettente di elementi di illuminazione. Quando i sistemi frangisole sono costituiti da moduli fotovoltaici. Quando gli elementi di rivestimento e copertura di parapetti sono sostituiti da moduli. Quando le superfici vetrate delle finestre sono costituite da moduli. Quando i moduli costituiscono elementi strutturali di persiane. Quando i moduli fotovoltaici costituiscono rivestimento o copertura aderente alla superficie delle tipologie precedentemente descritte.
torna su

CONTO ENERGIA 2007: Quali sono le tariffe concesse agli impianti fotovoltaici con il nuovo decreto Conto Energia?
Le tariffe variano da 0,36 a 0,49 €/kWh a seconda della tipologia di installazione dell'impianto fotovoltaico. Sono più incentivati gli impianti con potenza nominale tra 1 e 3 kWp e realizzati in integrazione architettonica con l'edificio ospitante. Rimane la tariffa a 0,44 €/kWh per impianti fino a 3 kWp con istallazione in modo complanare sopra la copertura del tetto. torna su

CONTO ENERGIA 2007: Con il nuovo decreto l'iter burocratico di accesso alle tariffe incentivanti come si è semplificato?
Non è più necessario presentare una domanda iniziale per acquisire il diritto alle tariffe ma si può procedere alla realizzazione dell'impianto e, una volta terminato e allacciato alla rete pubblica, si inoltra la richiesta di incentivo a GSE che, esaminata la documentazione necessaria, assegna la tariffa relativa alla tipologia di installazione. torna su

ENERGIA EOLICA torna su

Cos'è l'energia eolica?

Dove si installa un impianto minieolico?

Che differenza esiste tra un impianto eolico ed uno minieolico?

Quanto sono affidabili le turbine eoliche?

In che cosa consiste la teoria di Betz per i generatori eolici?

Quale è il rendimento massimo di un aerogeneratore ?

Qual è il tempo di ritorno (Pay-Back) energetico di una turbina eolica?

Cos'è l'energia eolica?
L'aria spostata dalla differenza di temperatura atmosferica genera l'effetto che noi chiamiamo vento. La tecnologia inerente si riferisce alla possibilità di ottenere energia elettrica convertendo l'energia del vento tramite i noti effetti di induzione magnetica dei rotori ad avvolgimento.
L'aria in movimento impatta sul dispositivo di conversione, opportunamente sagomato, e mette in rotazione il medesimo. Tale rotazione viene direttamente convertita in energia elettrica a rendimenti elevati. torna su

Dove si installa un impianto minieolico?
Solitamente si tratta di individuare una area di esposizione ai venti dominanti dell'area geografica in questione e installare la turbina (sia essa convenzionale o ad asse verticale). Dipendentemente dalla zona geografica l'altezza della turbina può variare da qualche metro fino ai 20 o anche 30 metri di altezza. Su tetti, terrazzi, o tramite strutture di sostegno apposite (tralicci fissi) possono essere installati anche nei giardini privati. torna su

Che differenza esiste tra un impianto eolico ed uno minieolico?
Principalmente si tratta di scala e quindi di dimensioni. Gli impianti eolici sono impianti che vengono solitamente installati in aree geografiche ad alti regimi di vento annuali e sono caratterizzati da molte turbine affiancate, di notevoli dimensioni (anche 30 metri di diametro di pala per potenze di circa 1MW). Il minieolico, invece, si caratterizza per dimensioni decisamente più contenute (da mezzo metro di diametro in su), e quindi gestibili in sicurezza e costi anche dai singoli privati cittadini. Inoltre nel campo del minieolico, si annoverano tipi di pale e dispositivi di conversione adatti a regimi di vento cittadini. torna su

Quanto sono affidabili le turbine eoliche?
Le turbine eoliche producono energia solo quando la velocità del vento è superiore a 10-12 m/s e viene posta fuori servizio quando essa raggiunge i 20-25 m/s. Esse sono progettate in modo adeguato e costruite con materiali (come materiali compositi con fibra di vetro, fibra di carbonio, leghe d'alluminio, kevlar) tali da sopportare le fluttuanti sollecitazioni dovute alla variabilità del vento. Le moderne turbine eoliche hanno attualmente un ciclo operativo di vita di circa 120.000 h, un fattore di affidabilità pari al 98% ( che è superiore a qualunque fattore di affidabilità offerto dalle altre tecnologie utilizzate nella produzione di energia elettrica) e richiede un controllo per la manutenzione ogni sei mesi. torna su

In che cosa consiste la teoria di Betz per i generatori eolici?
La teoria di Betz consente di calcolare la percentuale massima teorica di energia cinetica posseduta dal vento convertibile in energia meccanica (59%). Ciò significa che tale valore rappresenta il limite superiore al di sopra del quale non è possibile arrivare, anzi la percentuale reale è sempre inferiore per i seguenti motivi:
- l'aerogeneratore comprende una serie di dispositivi (pale, rotore) che abbassano l'efficienza globale del processo di trasformazione, in quanto si verificano dissipazioni irreversibili di energia (per esempio l'attrito);
- la teoria di Betz si basa su alcune ipotesi semplificative che non rispecchiano totalmente l'effettiva situazione fluidodinamica del sistema, ma che sono necessarie per creare un modello ideale e teorico, che si avvicini quanto più possibile alla realtà; inoltre bisogna ricordare che non sarebbe possibile trasformare il 100% dell'energia cinetica posseduta dal vento in energia meccanica, perché ciò comporterebbe la presenza di una massa fluida con velocità nulla a valle del sistema la quale rappresenterebbe un ostacolo per le successive masse fluide. torna su

Quale è il rendimento massimo di un aerogeneratore ?
L'energia cinetica posseduta dal vento è assorbita dalle pale del rotore in quantità non superiore al 59,3%. Infatti per cedere tutta la sua energia, la velocità del vento, immediatamente dopo il rotore dovrebbe essere nulla, vale a dire avremmo una massa d'aria immobile alle spalle del rotore, la quale impedirebbe alla rimanente massa d'aria in movimento di entrare nel rotore. In realtà, la massa ventosa colpendo le pale del rotore subisce un rallentamento, cedendo solo una parte della sua energia cinetica. Il calcolo di tale rendimento si esegue facendo riferimento alla teoria di Betz. torna su

Qual è il tempo di ritorno (Pay-Back) energetico di una turbina eolica?
L'energia prodotta da una turbina eolica durante il corso della sua vita media (circa 20 anni), è circa 80 volte superiore a quella necessaria alla sua costruzione, manutenzione, esercizio, smantellamento e rottamazione. Si è calcolato che sono sufficienti ad una turbina due o tre mesi per recuperare tutta l'energia spesa per costruirla e mantenerla in esercizio. torna su

RISPARMIO ENERGETICO torna su

Come si può risparmiare energia elettrica per usi domestici?

Quali sono le principali differenze in termini di rendimento e durata tra le lampade ad incandescenza e quelle fluorescenti compatte?

Quali sono le principali differenze tra i frigoriferi tradizionali e quelli no-frost?

Come sono ripartiti in media i consumi energetici nelle abitazioni?

E' possibile sostituire le lampade a LED alle normali lampadine ad incandescenza?

Come sono costituite e quali sono i vantaggi delle lampade a LED?

Cosa è la certificazione energetica?

A cosa serve la certificazione energetica?

La Certificazione Energetica porta vantaggi fiscali?

Come si può risparmiare energia elettrica per usi domestici?
Il consumo di energia elettrica nel settore residenziale costituisce in Italia circa il 23% dei consumi elettrici nazionali, di cui una quota di circa 6 miliardi di kWh è destinata all'illuminazione domestica. Vi sono risparmi ottenibili attraverso la modifica del comportamento delle persone come ad es. non lasciare la luce accesa nelle stanze non occupate, usare lampadari con minor numero di lampade, posizionare il frigorifero in un luogo areato e lontano da fonti di calore e regolare il termostato su livello intermedio, usare cicli di lavaggio della lavatrice a bassa temperatura, ecc. Con questi accorgimenti l'ENEA stima risparmi del 10 - 20%. Per quanto riguarda l'illuminazione (circa 400 kWh di consumo annuo per una famiglia media) sostituire lampadine ad incandescenza con lampadine a basso consumo consente un risparmio fino al 70%. La sostituzione di elettrodomestici con elettrodomestici certificati ad alta efficienza e lo spegnimento delle apparecchiature in stand-by (ad es. nelle tv, computer, ecc.) consentirebbe un risparmio di qualche centinaio di kWh/anno. Complessivamente l'ENEA ha stimato per una famiglia tipo che il consumo energetico elettrico possa essere ridotto, senza troppe rinunce, sino al 40%. torna su

Quali sono le principali differenze in termini di rendimento e durata tra le lampade ad incandescenza e quelle fluorescenti compatte?
Le lampade ad incandescenza hanno una durata media di 1000 ore ed un'efficienza di 13 lm/W, mentre quelle fluorescenti compatte hanno una durata media di 8000 ore ed un'efficienza di 55-80 lm/W. torna su

Quali sono le principali differenze tra i frigoriferi tradizionali e quelli no-frost?
I frigocongelatori "no-frost", cioè senza brina, sono dotati di un sistema che integra il normale raffreddamento statico, in cui l'aria fredda scende lentamente verso il basso dal generatore del freddo, con una speciale ventilazione forzata: la circolazione uniforme di aria fredda all'interno del vano elimina l'umidità, rendendo superflua l'operazione di sbrinamento e mantenendo i cibi "freschi" più a lungo rispetto ai frigoriferi tradizionali. Nei vani congelatori "no-frost" la surgelazione è molto più rapida rispetto al congelatore tradizionale e poiché i cristalli che si formano nella struttura degli alimenti sono più piccoli, la consistenza, gli odori ed i sapori degli alimenti si mantengono inalterati. Il consumo di energia degli apparecchi no-frost è generalmente più elevato rispetto a quello dei frigoriferi a freddo statico; ma lo strato di ghiaccio che spesso ricopre le pareti di questi ultimi ne aumenta, di fatto, i consumi. Per questo, il maggior consumo dei no-frost, dovuto all'azione della ventola, è compensato dal fatto che non formandosi ghiaccio sulle pareti le prestazioni dell'apparecchio rimangono costanti. torna su

Come sono ripartiti in media i consumi energetici nelle abitazioni?
Considerando una famiglia italiana media che abbia uno stile di vita normale si calcola che in media i consumi siano così suddivisi:
- l'impianto di riscaldamento e di condizionamento assorbe il 44% dei consumi;
- l'illuminazione, la cucina, e gli altri elettrodomestici il 33%;
- l'acqua sanitaria il 14%;
- il frigorifero il 9%.
Si osserva come la maggior parte dell'energia utilizzata dalle famiglie venga spesa per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo, mentre al secondo posto si situano gli elettrodomestici. E' importante quindi un buon isolamento della struttura così come un utilizzo cosciente e responsabile degli elettrodomestici. torna su

E' possibile sostituire le lampade a LED alle normali lampadine ad incandescenza?
Sì, è possibile sostituire tranquillamente le lampade a incandescenza con quelle a LED. Esistono due tipologie di lampade: quelle da utilizzare in corrente continua (12 o 24V) e quelle in corrente alternata (230V-50 Hz). Quest'ultime sono progettate per funzionare collegandole alla normale rete di casa senza nessun circuito aggiuntivo. L'attacco E27 facilita l'installazione nei normali lampadari di casa permettendo così la semplice sostituzione delle lampade. torna su

Come sono costituite e quali sono i vantaggi delle lampade a LED?
Le lampade a LED non sono costituite ne da un filamento di metallo incandescente ne da gas che si illumina al passaggio della corrente (CFL), ma sono costituite da tanti LED (Light Emitting Diode) che messi insieme danno la luminosità voluta. Il LED è un componente elettronico che al passaggio della corrente si illumina trasformando l'energia elettrica in energia luminosa. Ne esistono di diversi tipi e di diversi colori in base al materiale con il quale sono costruiti che, attraversato dagli elettroni, emette fotoni di diverse lunghezze d'onda, cioè di diversi colori: rosso, giallo, verde, blu o bianco. I principali vantaggi delle lampade a LED sono essenzialmente il risparmio energetico e la lunghissima vita media. Le lampade a LED infatti funzionano anche con una bassissima corrente a parità di luminosità della lampada stessa. Permettono di risparmiare fino all'80% dell'energia elettrica necessaria per far funzionare, a parità di luminosità, una normale lampade a incandescenza. L'altro grande vantaggio delle lampade a LED è la loro lunga vita media che può raggiungere anche le 50.000 ore di lavoro continuato. Inoltre sono più robuste e meno sensibili agli urti. Ad oggi la loro diffusione è limitata ma si prevede che in un futuro prossimo rappresentino la vera alternativa alle fonti di illuminazione tradizionali. torna su

Cosa è la certificazione energetica?
La certificazione energetica degli edifici non è altro che una valutazione tecnica a calcolo che espressa il consumo di energia di una casa o edificio (espresso in KW/mq-a, cioè in quantità di energia per unità di superficie e di tempo) per tenerla ad una temperatura di confort. E' in funzione di tutta una serie di parametri come il tipo e spessore di muratura, di isolamento, la superficie di finestre, la illuminazione naturale, l'ombreggiamento, il clima locale dove si trova il edificio, efficienza degli impianti, etc. Per fare una determinazione di questi valori che poi vengono espressi nella certificazione energetica, gli esperti della certificazione energetica devono raccogliere tutta una serie di dati che poi vengo analizzati con l'aiuto di software specializzato. torna su

A cosa serve la certificazione energetica?
Quando acquistiamo una macchina, vorremo sapere quanto consuma di benzina o gasolio. Questo per capire meglio quanto spenderemmo per adoperare la vettura, come anche per capire quanto (relativamente ad altre macchine) contamina l'ambiente e produce gas serra. La certificazione energetica ha l'obiettivo di permettere a chi acquista o affitta una casa, appartamento, o altro edificio, di potere fare questa stessa valutazione. Per questo l'unione europea ha deciso che in tutti i paese EU sarà obbligatoria la certificazione energetica. Inoltre,  le leggi e norme sulla certificazione energetica richiedono anche al certificatore di includere nel rapporto di certificazione una serie di raccomandazioni che si possono implementare per ridurre il consumo di energia. Così, la certificazione può servire come un punto di partenza per pianificare ed implementare misure per ridurre il consumo energetico del edificio. torna su

La Certificazione Energetica porta vantaggi fiscali?
In se, no. Ma è indispensabile per ottenere agevolazioni fiscali per interventi edili che contribuiscono a risparmiare energia. Da punto di vista fiscale, con la finanziaria del 2007 (commi da 344 a 349) non si possono ricevere le agevolazioni (dal 55% !) per investimenti pensati per ridurre il consumo energetico di un edificio o per istallare delle fonti rinnovabili come per esempio panelli solari senza certificazione energetica (o per adesso, senza un attestato di qualificazione energetica). Il decreto interministeriale che attua i commi da 344 a 349 della Finanziaria prevede che l'attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati vengano trasmessi all'Enea entro 60 giorni dalla fine dei lavori. Questo si fa attraverso il sito internet www.acs.enea.it, o a mezzo posta raccomandata. Il decreto prevede venga redatto l'attestato di qualificazione energetica successivamente alla esecuzione degli interventi, con le procedure e metodologie approvate dalle Regioni o quelle eventualmente stabilite dai Comuni prima del 08.10.2005. Se la regione o comune non ha pubblicato queste procedure, è sufficiente un attestato di qualificazione energetica redatto da un tecnico abilitato. torna su

ENERGIA IDRAULICA torna su

Cos'è l'energia idroelettrica?

Perché è una fonte di energia pulita e rinnovabile?

Tutti i sistemi idroelettrici prevedono dighe e bacini?

Quale è l'impatto ambientale?

Com'è possibile mitigare l'impatto ambientale?

Cos'è una turbina idroelettrica?

I bacini idroelettrici provocano emissioni di gas serra?

Cosa si intende con mini-idraulica?

Quali sono le alternative valide all'energia idroelettrica?

Cosa si intende con l'espressione "deflusso minimo vitale"?

Cos'è l'energia idroelettrica? 
L'energia idroelettrica è l'energia prodotta sfruttando una caduta d'acqua, che investe le pale di una turbina, la cui energia meccanica è convertita in energia elettrica.
torna su

Perché è una fonte di energia pulita e rinnovabile? 
Gli impianti idroelettrici emettono pochi gas serra e nessun altro effluente inquinante o sottoprodotto di scarto nocivo. L'energia idroelettrica è rinnovabile, in quanto utilizza una fonte rinnovabile e naturale come l'acqua, la quale non viene né inquinata, né consumata durante la produzione di energia elettrica. torna su

Tutti i sistemi idroelettrici prevedono dighe e bacini? 
Alcune configurazioni di impianti idroelettrici non prevedono né dighe per aumentare il dislivello utile, né bacini per l'immagazzinamento dell'acqua, ma deviano parzialmente il corso di fiumi impetuosi verso un gruppo di turbine immerse nel fiume o poste su un suo lato. In Canada 125 su 450 impianti idroelettrici hanno questa configurazione.
torna su

Quale è l'impatto ambientale? 
L'impatto ambientale più evidente è la mutazione dell'habitat della fauna ittica e l'allagamento del territorio incluso nell'impianto. Oggi una scelta oculata del sito, un'accurata pianificazione e un'attività controllata dell'impianta hanno ridotto al minimo i suddetti problemi ambientali; inoltre se si rapportano ai danni ambientali provocati dagli impianti a carbone, gas naturale ed energia nucleare, l'energia idroelettrica risulta la soluzione più pulita e più rispettosa dell'ambiente. torna su

Com'è possibile mitigare l'impatto ambientale? 
Il rimboschimento, la creazione di terreni bagnati e il ripopolamento ittico sono alcune delle soluzioni, che possono mitigare l'impatto ambientale. Intorno agli impianti idroelettrici spesso sorgono riserve naturali, che ospitano stabilmente molte specie di flora e di fauna. Inoltre sistemi di bypass e scalinate consentono ai pesci di giungere nelle loro zone di fecondazione. Tutte le suddette soluzioni ed accorgimenti sono la chiara dimostrazione di un notevole rispetto della natura, proprio di alcuni paesi come il Canada, che da sempre cerca di sfruttare le proprie risorse naturali, senza trascurare la conservazione dell'equilibrio dell'ecosistema. torna su

Cos'è una turbina idroelettrica? 
Una turbina è una macchina motrice, formata da un organo fisso, lo statore, e da un organo mobile, la girante. Essa converte l'energia meccanica posseduta dall'acqua in energia meccanica. torna su

I bacini idroelettrici provocano emissioni di gas serra? 
I bacini, come i laghi, causano l'emissione di gas serra a causa della decomposizione della vegetazione. Tali emissioni possono essere ridotte ripulendo dalla vegetazione l'area destinata all'allagamento. torna su

Cosa si intende con mini-idraulica? 
Gli impianti idroelettrici si suddividono in grandi impianti idroelettrici (o più semplicemente idroelettrici) ed in impianti idroelettrici minori (o mini-idroelettrici); la suddivisione avviene in base alla potenza installata nell'impianto e si può assumere come valore di soglia la potenza di 10 MW (in realtà in Italia si parla di idroelettrico minore fino al limite di 3 MW). Questa suddivisione solitamente si riscontra anche nella diversa tipologia degli impianti: mentre i grandi impianti idroelettrici richiedono solitamente la sommersione di estese superfici, con notevole impatto ambientale e sociale, un piccolo impianto idroelettrico si integra quasi perfettamente nell'ecosistema locale (si sfrutta direttamente la corrente del fiume). torna su

Quali sono le alternative valide all'energia idroelettrica? 
L'energia idroelettrica è una delle fonti rinnovabili più affidabili, economiche e pulite. L'energia eolica e solare sono valide alternative in termini ambientali, ma la loro intermittenza nella produzione energetica e soprattutto il loro costo piuttosto elevato, le rendono meno appetibili e meno competitive rispetto all'idroelettrico. L'energia nucleare e fossile sono sicuramente più economiche, ma comportano intrinseci problemi all'ecosistema, come le scorie radioattive da smaltire, i gas serra, e lo smog urbano. torna su

Cosa si intende con l'espressione "deflusso minimo vitale"?
Se si realizza una diga per un impianto a bacino si hanno le seguenti conseguenze: a monte dello sbarramento si forma un invaso, e si trasforma, quindi, un ambiente di acque correnti (acque lotiche) in un ambiente di acque ferme (acque lentiche), con un tempo di ricambio delle acque più lungo e con possibili ricadute sull'ecosistema. A valle dello sbarramento, fino al punto in cui viene rilasciata l'acqua utilizzata dalla centrale, il corso d'acqua potrebbe andare in secca per alcuni periodi se non viene garantito un rilascio continuo affinché il fiume abbia, anche in quel tratto, una portata minima adeguata; la portata minima (da garantire per legge) che garantisce all'ecosistema fluviale il naturale svolgimento di tutti i processi biologici e fisici viene denominata "deflusso minimo vitale". L'impiego tecnico di un criterio di progetto basato su tale parametro non è facile, in quanto lo stesso può essere valutato sulla base di due diversi punti di vista: quello idrologico e quello basato sugli equilibri biologici (microhabitat) del corpo idrico in esame. Fra i due esiste una notevole diversità. In ogni caso la stima del DMV è assai delicata ed il parametro va impiegato con notevole cautela. torna su

ENERGIA DA BIOMASSE torna su

Cosa si intende col termine biomassa?

Che tipo di energia producono le piante?

Quali sono le applicazioni della biomassa?

Quanta biomassa è usata a scopo energetico?

Cosa sono le colture energetiche?

Quale è la composizione chimica della biomassa?

La biomassa può essere considerata una fonte energetica rinnovabile?

Quali sono i migliori combustibili da biomassa nella produzione di energia elettrica?

Qual è il potere calorifico del legno?

Cosa si intende con i termini "pellets" e "cippato"?

Cosa si intende col termine biomassa? 
Per biomassa si intende tutto ciò che ha matrice organica, con esclusione delle materie plastiche e fossili. Le tipologie più importanti di biomassa sono i residui forestali, gli scarti dell'industria e di trasformazione del legno, gli scarti delle aziende zootecniche, gli scarti mercatali e i rifiuti solidi urbani. torna su

Che tipo di energia producono le piante? 
Durante la fotosintesi le piante trasformano l'anidride carbonica presente nell'atmosfera e l'acqua e le sostanze nutritive presenti nel terreno, in carboidrati, che costituiscono i componenti elementari della biomassa. L'energia solare che origina dalla fotosintesi è immagazzinata nei legami chimici dei componenti strutturali della biomassa. Una efficiente combustione della biomassa determina l'estrazione dell'energia immagazzinata nei legami chimici e l'ossigeno atmosferico, combinandosi col carbonio presente nelle piante, produce come prodotti di combustione acqua e anidride carbonica. torna su

Quali sono le applicazioni della biomassa? 
La biomassa ha tre applicazioni principali: biopower (produzione di energia elettrica e termica da biomassa), biofuels (produzione di combustibili da biomassa), bioproducts (produzione di composti chimici da biomassa). torna su

Quanta biomassa è usata a scopo energetico? 
La biomassa rappresenta la quarta fonte energetica su scala mondiale dopo il carbone, il petrolio e il gas naturale. Essa viene usata per il riscaldamento (domestico ed industriale), per cucinare (soprattutto nei paesi in via di sviluppo), per autotrazione (combustibili come il biodiesel e bioetanolo), e per la produzione di energia elettrica. Si stima una potenza installata a livello mondiale di circa 35.000 MW in impianti a biomassa, di cui circa 7.000 MW nei soli USA. La maggior parte di questi impianti è destinata alla lavorazione della carta e della pasta di legno. torna su

Cosa sono le colture energetiche? 
Le colture energetiche sono colture destinate a scopi energetici come produzione di energia elettrica o di biocombustibili, utilizzando tutta o una parte della pianta. Il salice, l'eucalipto, il colza, la soia e il girasole, sono alcuni esempi di colture energetiche.
torna su

Quale è la composizione chimica della biomassa? 
Nonostante il rapporto effettivo dei composti vari da specie a specie, la biomassa è costituita in media per il 75% da carboidrati o zuccheri e per il 25% da lignina.
torna su

La biomassa può essere considerata una fonte energetica rinnovabile? 
Una fonte energetica è rinnovabile se si riproduce continuamente o in tempi brevi. Infatti il petrolio pur avendo la stessa origine organica, non è annoverata tra le fonti rinnovabili, a causa dei lunghi periodi necessari alla sua rigenerazione. La biomassa invece è coltivata e raccolta in modo continuo e ha dei tempi di riproduzione molto brevi. torna su

Quali sono i migliori combustibili da biomassa nella produzione di energia elettrica? 
Il legno è il combustibile più ampiamente utilizzato, perché gli impianti alimentati a legna sono stati a lungo utilizzati e la loro tecnologia è ben nota. Inoltre i residui legnosi rappresentano una fonte di approvvigionamento molto abbondante, in quanto disponibili sia da scarti industriali, che da residui colturali. torna su

Qual è il potere calorifico del legno? 
Il valore energetico del legno, espresso come potere calorifico inferiore, dipende molto dall'umidità presente nel legno. Infatti vale 2 kWh/kg se l'umidità relativa è del 50%, mentre aumenta a 4,3 kWh/kg. Inoltre il potere calorifico del legno, a parità di umidità relativa, non cambia sensibilmente in funzione della specie vegetale. torna su

Cosa si intende con i termini "pellets" e "cippato"?
Il "cippato" è il legno sminuzzato mediante macchine cippatrici, di dimensioni variabili, impiegato per alimentare caldaie a caricamento automatico con potenze da 80 kW fino ad alcuni MW. La sua umidità varia dal 30 al 50%. Il "pellet" è prodotto dalla pressatura e trafilatura degli scarti dell'industria del legno, è impiegato soprattutto in caldaie piccole a caricamento automatico, con potenze fino a 30 kW. La forma tipica del pellet è cilindrica o sferica, e la sua umidità varia dal 5 al 10%: pertanto questo basso valore di umidità pone il pellet come combustibile con il più alto potere calorifico (4000 kcal/kg contro le 2400 kcal/kg del cippato). torna su

ENERGIA DAI RIFIUTI torna su

Perché il decreto Ronchi è importante in relazione alla produzione di energia da rifiuti?

Cosa s'intende con il termine biogas?

Cosa s'intende con il termine compost?

Cosa s'intende con il termine CDR?

Cosa sono gli inceneritori?

Cos'è la tecnologia PPV e cosa produce?

Quali sono i maggiori benefici della combustione dei rifiuti?

Il riciclaggio consente un risparmio energetico?

I rifiuti solidi urbani possono essere considerati biomassa?

Perché il decreto Ronchi è importante in relazione alla produzione di energia da rifiuti? 
Il decreto legislativo del 5/2/97, n. 22, noto anche come decreto Ronchi, disciplina la gestione dei rifiuti, dei rifiuti pericolosi, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi. In particolare, l'art. 4 recita: "Ai fini di una corretta gestione dei rifiuti le autorità competenti favoriscono la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti attraverso: il reimpiego ed il riciclaggio; le altre forme di recupero per ottenere materia prima dai rifiuti; l'adozione di misure economiche e la determinazione di condizioni di appalto che prevedano l'impiego dei materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato dei materiali medesimi; l'utilizzazione principale dei rifiuti come combustibile o come altro mezzo per produrre energia". Pertanto il decreto suggerisce e incentiva l'utilizzazione dei rifiuti come fonte energetica, conseguendo due vantaggi: notevole diminuzione dei volumi di rifiuti da smaltire e produzione di energia da un'abbondante fonte di approvvigionamento. torna su

Cosa s'intende con il termine biogas? 
Il biogas è una sostanza generata all'interno della massa di rifiuti e composta in media da una percentuale equivalente di metano e biossido di carbonio, e da una presenza minima di acqua e composti solforati. Il biogas deriva infatti dal processo di fermentazione anaerobica (in assenza di ossigeno) delle sostanze organiche presenti nelle tonnellate di immondizia ammassate all'interno delle discariche, ad opera di microrganismi che demoliscono le sostanze organiche. In caso di trasformazione anaerobica, ad essere generata è una miscela di gas il cui principale componente (in concentrazioni tra il 50 e il 75%) è il metano, a cui va aggiunta una produzione transitoria di idrogeno. Quando la decomposizione della materia avviene invece in presenza di ossigeno (aerobica), a svilupparsi è soprattutto il biossido di carbonio (o anidride carbonica). Anche dal punto di vista dell'infiammabilità, i due tipi di degradazione danno risultati sostanzialmente diversi: la fermentazione anaerobica produce una miscela di gas complessivamente combustibile, mentre quella aerobica produce una miscela inerte ai fini della combustione. torna su

Cosa s'intende con il termine compost? 
Il compostaggio è una tecnica attraverso la quale viene controllato, accelerato e migliorato il processo naturale a cui va incontro qualsiasi sostanza organica per effetto della flora microbica naturalmente presente nell'ambiente. Si tratta di un processo aerobico di decomposizione biologica della sostanza organica che avviene in condizioni controllate che permette di ottenere un prodotto biologicamente stabile, in cui la componente organica presenta un elevato grado di evoluzione; la ricchezza in humus, in flora microbica attiva e in microelementi fa del compost un ottimo prodotto, adatto ai più svariati impieghi agronomici, dal florovivaismo alle colture praticate in pieno campo. torna su

Cosa s'intende con il termine CDR? 
Il CDR, acronimo di Combustibile Derivato da Rifiuti e la cui definizione è contenuta nel D.M.5/2/98, si ottiene a seguito di trattamenti di frantumazione, deferrizzazione e vagliatura primaria per la separazione grossolana della materia prevalentemente organica da altri materiali, quali vetro metalli e inerti e una successiva sezione di preparazione del CDR. Il CDR ha mediamente la seguente composizione: 44% carta, 23% plastiche, 12% residui tessili, 4,5% scarti legnosi, 14% organico putrescibile e 2,5% inerti; il suo potere calorifico inferiore è per legge almeno pari a 15.000 kJ/kg (circa 3.600 kcal/kg). Attualmente, sono due le possibilità di impiego di questo materiale: sfuso e/o addensato, per la combustione in impianti industriali (cementifici, acciaierie, centrali termoelettriche, ecc.) o in forni di termovalorizzazione dedicati a griglia o a letto fluido; in pellets, per la combustione con carbone o in combustori a letto fluido bollente o ricircolante. torna su

Cosa sono gli inceneritori? 
Sono impianti per lo smaltimento dei rifiuti urbani e/o speciali, che utilizzano processi di combustione condotti in eccesso di ossigeno; i prodotti della combustione sono essenzialmente biossido di carbonio e acqua. Tali processi trovano frequente applicazione a livello industriale e attualmente vengono utilizzati come una delle soluzioni alternative alla collocazione dei rifiuti in discarica. torna su

Cos'è la tecnologia PPV e cosa produce? 
È la tecnologia Plasma Pyrolysis and Vitrification della torcia al plasma che consiste nella pirolisi ad altissime temperature dei rifiuti con produzione di un gas di sintesi.
Nel reattore di gassificazione, il rifiuto sottoposto all'azione della torcia e del mezzo gassificante (vapore e aria arricchita in ossigeno) genera: un gas di sintesi (ottenuto dalla frazione organica) composto essenzialmente da ossido di carbonio (circa 45% vol.) ed idrogeno molecolare ( circa 43% vol.), un residuo inerte ed energia elettrica. La tecnologia della Torcia al Plasma è stata sviluppata, in collaborazione con la Westinghouse Plasma Corp., dalla statunitense Solena Corp. (ex Global Plasma System Corp.) in seguito alle ricerche effettuate presso la NASA per rispondere alle esigenze di sviluppo di materiali in grado di resistere alle altissime temperature generate dall'attrito dell'aria durante il rientro di capsule spaziali nell'atmosfera terrestre. torna su

Quali sono i maggiori benefici della combustione dei rifiuti? 
La combustione dei rifiuti solidi urbani consente la produzione di energia e la contemporanea riduzione della quantità di rifiuti: riduzione volumetrica fino al 90% e massica fino al 75%. torna su

Il riciclaggio consente un risparmio energetico? 
In generale la raccolta, l'estrazione e la trasformazione delle materie prime destinate alla produzione di nuovi prodotti è un'attività che richiede un notevole dispendio in termini energetici. Pertanto la riduzione o l'eliminazione delle suddette fasi consentirebbe un enorme risparmio energetico. Ad esempio, il riciclaggio dell'alluminio consente un risparmio energetico del 95%, rispetto alla quantità di energia impiegata con la tradizionale produzione a partire dalla relativa materia prima, la bauxite. Naturalmente il risparmio energetico conseguibile dipende dal tipo di materiale, ma in linea di principio si può senz'altro affermare che il riciclaggio consente un risparmio energetico, se confrontato con i normali processi che partono da materiali vergini. Nel 2000 il riciclaggio ha consentito un risparmio energetico di almeno 660 mila miliardi di BTU, che equivalgono all'energia consumata in circa 6 milioni di utenze domestiche in un anno. La proiezione di risparmio energetico per il 2005 è di 900 mila miliardi di BTU, pari all'energia consumata in circa 9 milioni di utenze domestiche in un anno. torna su

I rifiuti solidi urbani possono essere considerati biomassa?
Nella loro forma indifferenziata i RSU contengono materiali incompatibili con le materie prime usate negli impianti di biopower. Nonostante una grande frazione della massa di RSU provenga dalle piante, la miscelazione con altri residui urbani preclude il suo utilizzo nei suddetti impianti. Una potenziale risorsa di biomassa potrebbe derivare dagli impianti di selezione, in cui i derivati del legno sono recuperati dalla restante massa di rifiuti. torna su