Lo smaltimento

LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

Con la raccolta differenziata, il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio, si riduce la quantità di rifiuti da smaltire. Qualcosa però rimane ancora. Prima di tutto, rimangono i rifiuti derivanti da errori di conferimento, dalla nostra pigrizia, od inefficienze di amministrazioni pubbliche che non hanno ancora dato il giusto impulso alla raccolta differenziata. Ma c'è anche una parte dei rifiuti che non può essere recuperata con le attuali tecnologie, e quindi destinata ai processi di smaltimento. Lo smaltimento è effettuato tramite il deposito permanente nel terreno (discarica) o tramite combustione in appositi impianti di incenerimento.

Assistiamo spesso ad un confronto molto vivace tra i sostenitori delle due opzioni di smaltimento dei rifiuti. La contrapposizione rischia di essere ideologica, tra chi esclude tout-court la possibilità di recupero energetico dei rifiuti e chi, a volte esclusivamente per immettere nel mercato i propri impianti di incenerimento, presenta questi come la "panacea" di tutti i problemi.
Sarebbe opportuno essere più pragmatici e valutare, in rapporto alle caratteristiche ambientali, economiche, sociali, produttive, demografiche, ecc., dei territori dove si opera, l'opzione più vantaggiosa.
E' indubbio che produrre meno rifiuti e riutilizzare direttamente, senza necessità di trasformazioni, imballaggi, contenitori e altri materiali determina vantaggi certi anche in termini economici.


Altrettanto intuitivo è il vantaggio derivante dalla separazione e dal recupero della matrice organica del rifiuto che, nel caso dell'opzione termodistruzione, sottrae a tale processo materiale a basso potere calorifico.
Da queste considerazioni deriva che, attivati i sistemi di prevenzione e di raccolta differenziata spinta con relativo recupero di materia, si dovrebbe verificare concretamente, in termini di bilanci economici ed energetici, il destino più vantaggioso per i rifiuti che residuano dalle operazioni precedenti.

In molti casi ci si troverebbe di fronte a quantità limitate che non giustificano il ricorso all'incenerimento, processo più costoso che risulta economico solo al di sopra di determinate quantità, se non mettendo in atto una rete di trasporti per la quale è necessario valutare i costi anche energetici. Probabilmente l'opzione incenerimento risulterebbe quella migliore per i grossi centri urbani dove, accanto ad una notevole e concentrata mole di rifiuti, si registrano difficoltà di reperire aree destinate a discariche.

Inoltre occorre considerare che gli impianti di combustione presentano una rigidità correlata al loro dimensionamento e quindi, una volta realizzati, devono essere riforniti continuamente di quelle determinate quantità. Questa circostanza potrebbe determinare un freno allo sviluppo della raccolta differenziata.

LE DISCARICHE

discaricaCon il termine discarica si intende un'area adibita a smaltimento dei rifiuti mediante operazione di deposito sul suolo o nel sottosuolo.

 

 

 

 

LA DISCARICA CONTROLLATA

Il recente Decreto Legislativo del 13.01.03 n. 36, ha stabilito requisiti normativi e tecnici tesi a prevenire o a ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente delle discariche, in particolare l'inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, del suolo e dell'atmosfera compreso l'effetto serra, nonché i rischi per la salute umana.
Le discariche sono classificate in tre diverse categorie:
- discarica per rifiuti non pericolosi;
- discarica per rifiuti pericolosi;
- discarica dei rifiuti inerti (rifiuti solidi che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o biologica significativa).

I siti idonei ad ospitare le discariche devono possedere alcuni requisiti fondamentali, tali da ridurre al minimo il pericolo di inquinamento. Innanzitutto devono essere posti a distanza di sicurezza dai centri abitati, ma soprattutto dai punti di approvvigionamento delle acque destinate ad uso potabile e dagli alvei di piena dei torrenti, fiumi e laghi. In secondo luogo, il suolo su cui sorgono deve essere stabile, non soggetto a frane o cedimenti.
La struttura di una discarica controllata per rifiuti urbani è piuttosto semplice. Si tratta di una grande vasca scavata nel terreno, il cui fondo è reso impermeabile tramite uno strato di argilla e un manto di materiale plastico.
Queste precauzioni servono a proteggere le falde acquifere da eventuali infiltrazioni di percolato, un liquido fortemente inquinante che si forma quando l'acqua piovana si mescola ai prodotti della decomposizione dei rifiuti. Il percolato viene aspirato dal fondo della discarica tramite pompe e inviato, ad un impianto di depurazione.

Un altro prodotto della decomposizione dei rifiuti è il biogas, composto principalmente da metano e anidride carbonica. Il gas viene captato tramite pozzi e inviato a una centrale, dove è utilizzato come carburante per produrre energia elettrica. Quello che sfugge alla captazione in profondità viene bruciato da apposite torce sulla superficie della discarica, mentre una piccola parte si disperde nell'aria ed è responsabile del caratteristico odore sgradevole dell'impianto.

Nelle discariche moderne i rifiuti non vengono semplicemente scaricati, ma trattati con la tecnica della "coltivazione". Dopo essere stati compattati da appositi mezzi meccanici fino a formare uno strato, vengono ricoperti di terra e si procede con un altro strato sovrapposto. In questo modo la discarica può contenere una quantità maggiore di rifiuti.

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