I rifiuti

COSA SONO I RIFIUTI

Rifiuto è qualsiasi oggetto o sostanza di cui ci disfiamo: residui, scarti, avanzi, oggetti rotti o inutilizzabili, risultato delle attività domestiche o dei processi produttivi.

CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI

I rifiuti sono classificati, in base alla loro origine, in rifiuti urbani e speciali.
I rifiuti sono anche suddivisi, in base alla loro pericolosità, in rifiuti pericolosi e non pericolosi.

RIFIUTI URBANI

rifiuti_urbaniRientrano in questa definizione:
- i rifiuti domestici provenienti dalle abitazioni;
- i rifiuti non pericolosi diversi da quelli domestici, ma simili per qualità e quantità;
- i rifiuti giacenti su strade e aree pubbliche, sulle spiagge di laghi e mari, lungo le rive dei fiumi;
- i resti vegetali provenienti da giardini e aree verdi.

 

 

 

RIFIUTI SPECIALI

rifiuti_specialiLa definizione comprende:
- i rifiuti derivati da lavorazioni industriali, attività agricole, artigianali, commerciali e dei servizi;
- i rifiuti provenienti da strutture ospedaliere;
- i materiali provenienti da scavi, demolizioni e costruzioni;
- macchinari e apparecchiature dismessi;
- veicoli, motori e loro parti;
- residui del trattamento dei rifiuti stessi.

 

 

 

 

RIFIUTI PERICOLOSI

rifiuti_pericolosiSono tutti i rifiuti che contengono sostanze tossiche o nocive per l'uomo e per l'ambiente, come per esempio batterie, pile, farmaci, oli usati, pannelli contenenti amianto.

 

 

 

 

 

 

 

IL PROBLEMA DEI RIFIUTI

I rifiuti producono inquinamento: liquami, gas, sostanze tossiche e materiali non biodegradabili possono inquinare aria, acqua e terra. I rifiuti costano, rubano spazio e occorrono risorse umane ed economiche per il loro trattamento, ma anche per rimediare ai danni ambientali e sanitari che producono.

IL CICLO INTEGRATO DI GESTIONE DEI RIFIUTI

La normativa nazionale, infatti, con il Decreto Ronchi del 1997 ha modificato totalmente la legislazione precedente riguardante il concetto di rifiuto, considerando non più il solo "smaltimento" fine a se stesso, bensì la "gestione" del rifiuto sia in termini economici che sotto il profilo ambientale. In termini attuativi, ciò avrebbe dovuto (e dovrebbe) permettere il passaggio dal conferimento del rifiuto in discarica (negli anni passati) ad un sistema di recupero, riutilizzo e produzione energetica e solo in ultimo lo smaltimento in discarica, promuovendo il rifiuto, non più come oggetto di cui disfarsi, bensì come "risorsa".
Una corretta gestione dei rifiuti deve essere impostata in modo tale che tutte le sue fasi (prevenzione, raccolta, trasporto, stoccaggio, selezione, recupero e smaltimento) siano strettamente integrate e concepite in modo tale da essere tra loro funzionali rispetto all'obiettivo comune di minimizzare lo smaltimento.

PRODURRE MENO RIFIUTI

A fronte di una produzione di rifiuti in continuo aumento, siamo coscienti che non è possibile eliminarli totalmente, in quanto fanno parte integrante dei cicli di produzione e dei nostri consumi. Tuttavia, operando con azioni individuali e collettive, è possibile limitare la quantità, la qualità e la pericolosità dei rifiuti. Adoperarsi per contenere la produzione dei rifiuti significa assumere un atteggiamento più responsabile verso questo problema e fare uno sforzo di insieme per rendere possibile un'inversione di tendenza.

Le aziende possono:
- adottare cicli di produzione che riducano gli scarti e la loro pericolosità, limitando l'uso di energia e materie prime;
- usare materie prime-seconde (ottenute da recupero);
- realizzare oggetti a lunga durata, riparabili e pensati per un facile smontaggio e recupero dei materiali;
- adottare l'uso di prodotti con 'vuoto a rendere';
- progettare oggetti e beni di consumo che riducano, nel loro ciclo di vita (LCA), l'impatto sull'ambiente mediante:
- la ricerca di materiali a basso impatto e di recupero;
- l'ottimizzazione del processo produttivo (contenimento del consumo di energia, degli effluenti e recupero degli scarti);
- la progettazione delle componenti e degli assemblaggi nell'utilizzo degli imballaggi e nel tipo di spedizioni.

Noi cittadini possiamo:
- limitare l'uso e l'acquisto di oggetti inutili;
- scegliere imballaggi biodegradabili o recuperabili;
- praticare il compostaggio domestico del rifiuto organico;
- scegliere oggetti con 'vuoto a rendere' e quelli prodotti con materiali recuperati;
- limitare l'acquisto di prodotti 'usa e getta' o con imballaggi eccessivi;
- preferire confezioni famiglia a quelle monodose;
- riutilizzare i sacchetti di plastica, o meglio usare una sporta per la spesa;

- non gettare gli indumenti, mobili ed oggetti vecchi, ma conferirli ai centri ambiente, alle associazioni di solidarietà o ai circuiti commerciali che organizzano il loro riutizzo.

Le Pubbliche Amministrazioni devono:
- incentivare l'acquisto di prodotti e beni realizzati con materiale riciclato (acquisti verdi GPP - Green Public Procurement) dando pratica attuazione alla normativa vigente che impone di fare "acquisti verdi" per un quantitativo pari almeno al 30% del fabbisogno annuale.