L'acqua è il composto più comune sulla superficie
terrestre non soltanto perché ricopre il 70% di essa, ma
anche perché è presente nei ghiacciai e nevai,
nell'atmosfera come vapore acqueo e negli organismi viventi come
costituente fondamentale.
Raramente l'acqua in natura si trova allo stato puro; infatti le
acque circolanti nella crosta terrestre, a causa del forte potere
solvente, sono più o meno ricche di sostanze disciolte,
mentre il vapore acqueo
che diverrà poi acqua piovana sarebbe puro se non venisse a
contatto con i gas dell'atmosfera (ossigeno, anidride
carbonica,ecc.), che vi si sciolgono in piccole
quantità.
La molecola d'acqua si compone di un atomo di ossigeno cui sono
legati due atomi di idrogeno; la sua formula chimica è H2O.
In condizioni standard ha una temperatura di ebollizione
di100°C, mentre congela a 0°C e raggiunge la massima
densità a 4°C.
L'acqua, a seconda della temperatura e della pressione a cui si
trova, si presenta in natura in tre stati fisici: solido (ghiaccio,
brina, neve), liquido (mari, laghi, fiumi) e vapore acqueo
(nell'aria).
L'insieme dei processi che consentono all'acqua di lasciare gli
oceani, immettersi nell'atmosfera, raggiungere le terre emerse, per
poi ritornare agli oceani, va sotto il nome di ciclo dell'acqua,
esso descrive il continuo scambio di acqua nell'idrosfera tra
l'atmosfera, il suolo, le acque di superficie, le acque profonde e
gli esseri viventi.
L'acqua rimasta nel suolo in parte evapora direttamente
nell'atmosfera, in parte viene assorbita dalle radici delle piante
e trasportata fino alle foglie per essere poi liberata nuovamente
nell'atmosfera mediante la traspirazione. A questi due processi si
attribuisce complessivamente il nome di evapotraspirazione. Infine,
una certa quantità dell'acqua di precipitazione rimane sulla
superficie terrestre e dà origine ai laghi e ai fiumi,
attraverso i quali torna direttamente ai mari e agli oceani dai
quali il ciclo ha nuovamente inizio.


LA DISTRIBUZIONE DELL'ACQUA SULLA
TERRA
L'insieme di tutti gli ambienti terrestri dove si trova l'acqua,
in fase liquida, solida e gassosa è definito con il termine
idrosfera. L'acqua è presente in ogni luogo del nostro
pianeta: gli oceani e i mari sono la fonte più cospicua di
acqua sulla Terra (95%), una piccola parte è temporaneamente
immagazzinata nei laghi, nei ghiacciai e nel sottosuolo
(3,74%).
L'acqua presente nell'atmosfera, sotto forma di vapore acqueo,
costituisce invece solo una minima parte della quantità
totale. Ma questa piccola parte è la più importante
ai fini del mantenimento del clima e del rifornimento delle falde
sotterranee.
Dai dati riportati, si capisce che la maggior parte dell'acqua sul
nostro pianeta è acqua salata; l'acqua dolce, infatti,
rappresenta solo il 2,5% del totale.
Per la loro origine e composizione le acque si possono
distinguere in: acque marino-costiere (mari e oceani) e acque
interne superficiali (fiumi, laghi, lagune, paludi) e sotterranee
(falde profonde, falde superficiali e sorgenti).
USI DELL'ACQUA
Gli usi dell'acqua, che determinano la sua richiesta e quindi i
prelievi, possono essere ripartiti nelle seguenti
macrocategorie:
- USI CIVILI: si intendono quelli relativi al consumo umano e ai
servizi di igiene privati e collettivi. I consumi idrici per usi
civili variano in relazione alle dimensioni degli agglomerati
urbani, al livello di benessere economico e alle abitudini di vita
della popolazione. Negli ultimi decenni si è registrato un
aumento delle dotazioni idriche pro capite, da ricondursi
principalmente all'innalzamento della qualità del servizio
idrico e del reddito medio della popolazione.
- USI INDUSTRIALI: variano in relazione al settore considerato;
quelli più idroesigenti sono il petrolchimico, il
metallurgico, il tessile e l'alimentare. Il fabbisogno idrico
dell'industria italiana è diminuito negli ultimi anni, a
causa della progressiva riduzione delle attività
manifatturiere, a vantaggio della fornitura di servizi,
dell'aumento della produttività industriale,
dell'automazione sempre più spinta dei processi produttivi e
dell'introduzione di nuove tecnologie a basso consumo d'acqua.
- USI AGRONOMICI: dipende dall'estensione delle superfici
irrigabili, dalle caratteristiche climatiche e ambientali, dalla
tipologia colturale, dalle tecnologie di distribuzione
utilizzate.
- USI ENERGETICI:possono essere sia diretti (immissione nelle
condotte forzate delle centrali idroelettriche) sia indiretti
(trasformazione in vapore nelle centrali termoelettriche dove
l'acqua viene anche impiegata per il raffreddamento degli
impianti). La produzione idroelettrica non comporta consumi idrici
o degrado delle caratteristiche di qualità, dato che l'acqua
viene restituita al corpo idrico dopo il suo utilizzo. Questo tipo
di uso risulta, tuttavia, spesso in conflitto con gli altri usi
della risorsa e con le esigenze di conservazione delle
caratteristiche naturali dei corpi idrici.
- USI ESTETICO-RICREATIVI: si intendono quelli destinati alla
balneazione, alle attività alieutiche, alla salvaguardia del
patrimonio naturalistico-ambientale, ai fini della sua fruizione
turistica.
IL CICLO INTEGRATO
DELL'ACQUA
La finalità del ciclo integrato dell'acqua mira a:
- garantire disponibilità idriche adeguate
(quantità, qualità, costi) per la popolazione civile
e le attività produttive, in accordo con le priorità
definite dalla politica comunitaria in materia di acque, creando le
condizioni per aumentare l'efficienza di acquedotti, fognature e
depuratori, in un'ottica di tutela della risorsa idrica e di
economicità di gestione.
- migliorare le condizioni di fornitura delle infrastrutture
incoraggiando il risparmio, il risanamento e il riuso della risorsa
idrica, introducendo e sviluppando tecnologie appropriate e
migliorando le tecniche di gestione nel settore
- promuovere la tutela e il risanamento delle acque marine e
salmastre.
Le fasi del ciclo integrato dell'acqua comprendono:
- captazione dell'acqua da falde profonde, tramite pozzi
strumentati con pompe;
- trattamento dell'acqua per eliminare il ferro, il manganese e
gli eventuali altri minerali in eccesso;
- adduzione alla rete idrica tramite i serbatoi di accumulo e
fornitura agli utenti (privati, comunità e industrie)
tramite una capillare rete di distribuzione;
- raccolta attraverso la rete fognaria delle acque reflue;
- depurazione delle stesse.
Per renderla potabile viene filtrata e depurata.
L'INQUINAMENTO IDRICO
Si può definire inquinata l'acqua il cui
stato e la cui composizione sono alterati.
Questa alterazione rende il prezioso elemento naturale
inutilizzabile, lo priva della potabilità ed aumenta la sua
temperatura, l'inquinamento idrico causa a sua volta quello
termico, se in un'acqua non inquinata ne affluisce una alterata, si
manifestano cambiamenti climatici.
Per valutare il grado d'inquinamento acquatico si ricorre alla
misurazione del
B.O.D. (domanda biochimica d'ossigeno), il cui processo consiste
nel rilevare il peso, per volume unitario d'acqua, dell'ossigeno
che, con la degradazione delle materie organiche, si discioglie in
essa. Maggiore è la quantità di rifiuti presenti
nelle acque, più l'ossigeno contenuto in esse viene esaurito
dalla loro decomposizione.
I pesci e le creature ittiche rischiano l'asfissia per l'assenza
di ossigeno; in questo caso, i batteri anaerobi, che contribuiscono
al processo di putrefazione dell'acqua, subentrano a quelli aerobi
che in normali condizioni cooperano alla sua autodepurazione.
AGENTI INQUINANTI E TOLLERABILITA' DEL
CORPO UMANO
Le sostanze che più frequentemente agiscono da inquinanti
idrici e che hanno proprietà tossiche sul nostro organismo
sono più o meno dannose a seconda della quantità
presente nell'acqua; il nostro corpo può tollerare diversi
milligrammi di queste sostanze per ogni litro d'acqua assunto;
vediamo, nella tabella sottostante, quali sono le sostanze
pericolose e quanti milligrammi per litro di queste ultime è
in grado di tollerare il nostro corpo:
|
Sostanze
|
Concentrazione massima
(mg/l)
|
|
Sostanze
tossiche*
|
|
Arsenico (As)
|
0,05
|
|
Cadmio (Cd)
|
0,01
|
|
Cianuro (Cn)
|
0,05
|
|
Piombo (Pb)
|
0,1
|
|
Mercurio (Hg)
|
0,001
|
|
Selenio (Se)
|
0,01
|
|
Altre sostanze chimiche
nocive
|
|
Nitrati
|
45
|
|
Idrocarburi aromatici
policiclici
|
0,0002
|
|
*IN BASE AD UN CONSUMO QUOTIDIANO
DI 2,5 LITRI D'ACQUA PER PERSONA (PESO MEDIO 70 KG).
|
I nitrati: comunemente presenti attorno ai 5
mg/l. se presenti in elevata percentuale sono causa di
metemoglobinemia infantile, ovvero la presenza nel sangue di
metemoglobina, un derivato dell'emoglobina.
I fluoruri: la loro presenza è essenziale
nelle acque potabili, aiutano anche a prevenire le carie dentali,
se la loro percentuale è elevata provocano la fluorosi
endemica cronica, questa malattia si manifesta con macchie
giallognole, grigiastre o quasi nere sulla dentatura dei
bambini.
Gli idrocarburi: sono cancerogeni, arrivano alle
acque tramite scarichi industriali ed imbarcazioni a motore,
divengono solubili solo in presenza di detergenti ed altre
sostanze.
I detergenti anionici: sono i residui delle
preparazioni di detergenti sintetici, sono dannosi per le creature
ittiche e producono schiuma nei corsi d'acqua ai quali pervengono
tramite scarichi industriali. I detergenti, oltre a far perire
flora e fauna acquatiche, causano squilibri ecologici,
perché limitano o sopprimono gli scambi aeriformi tra acqua
ed aria, il problema è stato in parte risolto grazie
all'adozione di detergenti biodegradabili.
LE FONTI DELL'INQUINAMENTO IDRICO
Settore domestico-urbano: l'origine
dell'inquinamento idrico, proveniente da fonti domestiche, sono i
residui quotidiani della popolazione che raggiungono 600 litri
procapite giornalieri, ovvero 50 chili annuali per singola persona.
I reflui urbani giungono nelle fognature e spesso queste, prima di
confluire in corsi d'acqua, non avendo alcun tipo di depuratore,
immettono nei fiumi sostanze inquinanti. Sulle coste del
mediterraneo, degli individui che vi abitano, il 50% risiedono in
grandi o medi centri urbani che dirigono al mare un immenso
afflusso di acque fognarie, la cui dispersione avviene con
difficoltà. Nei paesi in via di sviluppo il 95% delle fogne
non è dotato di un impianto di depurazione e le acque che
scaricano nei fiumi sono impiegate come acque potabili, a
ciò conseguono malattie infettive e la morte o la
contaminazione della fauna marina, la principale fonte di
cibo.
Settore agricolo: origina inquinamento idrico a
causa delle acque di scarico provenienti dal settore agricolo,
fertilizzanti e concimi chimici, penetrando nelle falde acquifere,
inquinano l'acqua potabile che giunge sino alle nostre abitazioni.
I cibi che vengono lavati con quest'ultima, contaminandosi,
diventano dannosi per la salute.
Settore industriale: origina inquinamento idrico
a causa delle acque di scarico industriale, che immettono sostanze
venefiche e nocive nei fiumi e nei mari nei quali confluiscono;
spesso le industrie non adottano impianti di depurazione e
ciò accresce maggiormente l'inquinamento. Importante fonte
chimica ed industriale d'inquinamento idrico è costituita
dalle petroliere. Molto spesso, per problemi economici,si procede
illegalmente al lavaggio delle cisterne in mare, e di conseguenza
ingenti quantità di petrolio vengono rilasciate nelle acque
oceaniche. Il petrolio si accumula sulla superficie marina ed
impedisce l'ossigenazione e la fotosintesi che è necessaria
per produrre il fitoplancton, indispensabile per lo sviluppo e la
vita di fauna e flora ittica. La quantità di petrolio che
è annualmente riversata negli oceani è stimata in 600
tonnellate. Le zone più inquinate sono il Mediterraneo, il
Mare del Nord, il canale della Manica ed i mari del Giappone.
Inoltre, le petroliere sono soggette ad incidenti provocando la
dispersione d'enormi quantità di petrolio in mare con
conseguenti danni alla fauna marina ed alle coste.

|