Edilizia

RISPARMIO ENERGETICO IN EDILIZIA

casettaL'energia consumata per il riscaldamento e per l'acqua calda sanitaria nell'edilizia residenziale, rappresenta circa il 15% dei consumi energetici nazionali. Intraprendere dei lavori sulle nostre case per avere un risparmio energetico significa quindi:
- consumare meno energia e ridurre subito le spese di riscaldamento;
- migliorare l'appartamento accrescendone il suo comfort;
- partecipare allo sforzo nazionale per ridurre sensibilmente i consumi di combustibile da fonte fossile, proteggendo l'ambiente e contribuendo alla riduzione dell'inquinamento.
Per raggiungere questi obiettivi si sono avviati, in questi ultimi anni, vari programmi rivolti ad un uso razionale dell'energia negli edifici; tali programmi prevedono sia migliori criteri di progettazione nelle nuove costruzioni, più attenti all'aspetto energetico, sia interventi di contenimento dei consumi sul patrimonio edilizio esistente.
Di tutta l'energia utilizzata in una stagione per riscaldare a 20°C un edificio, una buona parte viene dispersa dalle strutture (tetto, muri, finestre) ed una parte dall'impianto. Per risparmiare tanto combustibile ogni anno e quindi per economizzare energia, dobbiamo intervenire sul nostro appartamento e/o sul nostro immobile:
- riducendo le dispersioni di calore attraverso le pareti e il tetto della casa;
- limitando le fughe di aria calda dalle finestre;
- abbassando la temperatura degli ambienti e dei locali non utilizzati;
- sfruttare al meglio l'energia contenuta nel combustibile regolando bene l'impianto di riscaldamento.
Tutto questo significa spendere del denaro; ma questo investimento, a sua volta, porta ad un risparmio immediato sulle nostre bollette.

Proponiamo questi interventi nelle riunioni di condominio, per il miglioramento di tutto l'immobile, oppure affrontiamo il problema del risparmio energetico da soli, nel nostro appartamento: sicuramente migliorerà il nostro comfort.

 

EDIFICI ESISTENTI

L'impianto termico utilizzato nella maggior parte degli edifici è costituito da:

 

1 - CALDAIA
È il cuore dell'impianto, dove il combustibile viene bruciato per scaldare l'acqua o l'aria (fluido termovettore) che circolerà poi nell'impianto. È composta, in generale, da un bruciatore che miscela l'aria con il combustibile e alimenta una camera di combustione (il focolare), da una serie di tubi attraverso i quali i fumi caldi prodotti dalla combustione scaldano il fluido termovettore e da un involucro esterno di materiale isolante protetto da una lamiera (mantello isolante).
Ogni caldaia è caratterizzata da:
- una potenza termica del focolare, che indica la quantità di energia che il combustibile sviluppa in un'ora nella camera di combustione;
- una potenza termica utile, cioè l'energia effettivamente trasferita, per ogni ora, al fluido termovettore. L'energia contenuta nel combustibile viene per la maggior parte trasferita al fluido termovettore, ed in piccola parte dispersa verso l'esterno dal corpo stesso della caldaia (attraverso il mantello isolante) e soprattutto dai fumi che fuoriescono, ancora caldi, dal camino.
Più vicini sono i valori della potenza al focolare e della potenza utile, minori sono le perdite di calore e quindi migliore è il rendimento della caldaia. La legge prevede, per ciascun tipo di caldaia di nuova installazione, un valore minimo del rendimento utile sia per il funzionamento a regime che per il funzionamento al 30% della potenzialità massima.
La seguente tabella mostra, a titolo di esempio per ciascun tipo di caldaia, alcuni valori per i rendimenti minimi di legge che possono servire da confronto per valutare le prestazioni di una caldaia.

tabellacaldaia

 

La scelta della potenza e del tipo di caldaia da installare dipende dalle caratteristiche dell'edificio, dall'ubicazione e dalla sua destinazione d'uso.

 

 

2 - RETE  DI  DISTRIBUZIONE
È costituita essenzialmente dall'insieme delle tubazioni di mandata e di ritorno che collegano la caldaia ai termosifoni. Generalmente, negli impianti di riscaldamento di edifici civili, l'acqua calda (tra i 50 ed i 90°C) partendo dalla caldaia, percorre le tubazioni di mandata, riscalda i radiatori e quindi l'ambiente, e ritorna a temperatura più fredda alla caldaia stessa.
Per limitare le dispersioni, le tubazioni della rete di distribuzione debbono essere protette da un adeguato strato di materiale isolante, il cui spessore, fissato dalla normativa, dipende dal diametro della tubazione, dal tipo di isolante, e dalla parete che attraversa. A titolo di esempio la seguente tabella indica lo spessore minimo di materiale isolante (in questo caso poliuretano espanso con conduttività termica utile di 0,034 W/m°C) che deve rivestire le tubazioni di un impianto nei tre casi previsti dalla normativa:
- tubazioni poste all'esterno o in vani non riscaldati o in murature esterne non isolate;
- tubazioni verticali poste in murature isolate;
- tubazioni poste in strutture tra ambienti riscaldati.
tabellatubi

 

3 - RADIATORI

Sono i terminali dell'impianto, attraverso i quali il calore contenuto nell'acqua viene ceduto all'ambiente da riscaldare. Sono chiamati comunemente termosifoni o piastre e costituiscono la parte più visibile ed accessibile dell'impianto.
Possono essere costruiti in ghisa, in acciaio o in alluminio. I radiatori in ghisa mantengono più a lungo il calore e continuano ad emetterlo anche quando, ad esempio, l'impianto è spento; di contro sono più ingombranti e impiegano più tempo a diventare caldi. Quelli in alluminio e in acciaio hanno il pregio di scaldarsi rapidamente e di avere un minore ingombro ma tendono a raffreddarsi piuttosto in fretta.

La caratteristica fondamentale di ogni radiatore è la superficie di scambio termico con l'ambiente, detta anche impropriamente, superficie radiante: più è grande, maggiore è la quantità di calore che il radiatore può cedere all'ambiente. I modelli più recenti sono dotati di alette e di setti interni che ne aumentano la superficie di scambio. A seconda del tipo, quindi, radiatori con uguali dimensioni esterne possono avere prestazioni diverse.

 

4 - VALVOLA TERMOSIFONE, VALVOLA DI SFIATO E DETENTORE

impiantoindividuale

 

 

Quasi tutti i radiatori sono dotati, generalmente nella parte superiore, di una valvola termosifone e, talvolta, di una valvola per la fuoriuscita dell'aria. La valvola termosifone può essere utilizzata per chiudere il radiatore, e non sprecare energia, quando non si abita una stanza, oppure quando si aprono le finestre con il riscaldamento acceso. Se i radiatori non si scaldano può darsi che si sia formata una bolla d'aria all'interno che non permette all'acqua di circolare. In questo caso basta aprire la valvola di sfiato dell'aria fino a quando non esce un pò d'acqua. I modelli più recenti sono dotati di un'altra valvola, posta normalmente nella parte inferiore in corrispondenza della tubazione di ritorno, chiamata detentore. Su di essa si agisce quando si vuole equilibrare l'impianto consentendo, ad esempio, un maggiore afflusso d'acqua calda ai radiatori dei piani più alti.

 

EDIFICI NUOVI E RISTRUTTURAZIONI

Gli edifici nuovi, per i quali siano stati iniziati i lavori di costruzione dopo il 1° agosto 1994, devono essere progettati e realizzati in modo da rispettare le nuove normative. Queste considerano l'impianto termico e l'edificio come un unico sistema che deve essere quanto più possibile efficiente dal punto di vista energetico e, naturalmente, sicuro. Lo stesso principio vale anche in caso di:
- ristrutturazione dell'impianto termico, cioè modifica sostanziale dei sistemi di produzione e di distribuzione del calore, compreso il caso di trasformazione di un impianto centralizzato in più impianti individuali;
- installazione di un impianto termico in edifici esistenti;

- sostituzione della caldaia;

 

IMPIANTI TERMICI AD ALTA EFFICIENZA ENERGETICA
E' possibile altresì prevedere negli edifici di nuova realizzazione impianti termici per il riscaldamento degli ambienti e dell'acqua calda sanitaria, che a parità di potenze termiche prodotte consumino meno energia di origine fossile, utilizzando energia da fonti rinnovabili.
E' il caso degli impianti di riscaldamento a pavimento o a parete, in cui in una matrice di materiale plastico sono immerse tubazioni attraversate da acqua calda a bassa temperatura (40-50 °C), rilasciando calore all'ambiente circostante. Questi sistemi sono adatti all'integrazione con i pannelli solari termici per la produzione di acqua calda, dimensionando questi ultimi sia per la sola acqua calda sanitaria che per il fluido termovettore circolante all'interno delle serpentine immerse nel pavimento o nelle pareti.
Annettendo questi impianti ad una caldaia a condensazione, si riesce ad avere un risparmio energetico rispetto alle caldaie tradizionali di circa il 30%, grazie al particolare dispositivo che permette di condensare i fumi in uscita, a vantaggio della quantità di calore che viene utilizzata per scaldare l'acqua in ingresso alla caldaia.

pavimento casa

 

Per limitare le dispersioni di calore occorre quindi coibentare le pareti dell'edificio aggiungendo uno strato di materiale isolante. In commercio esistono vari tipi di materiali isolanti, essi sono facilmente reperibili e vengono scelti in funzione del tipo di isolamento che si intende realizzare.

L'isolamento dei muri esterni può essere realizzato dall'interno, dall'esterno o nell'intercapedine. Tutti e tre i sistemi presentano dei vantaggi: la scelta dell'intervento da adottare dipenderà dallo stato di degrado dell'edificio e dalla somma di denaro disponibile per la sua realizzazione. Tra tutte le superfici esterne di un edificio, spesso il tetto è l'elemento che disperde più calore, isolarlo non è difficile e nella maggior parte dei casi, relativamente poco costoso.
Dopo aver effettuato interventi di isolamento sulle parti murarie dell'edificio, il calore può continuare ad uscire dalle finestre attraverso i vetri e 1'aria fredda ad entrare attraverso le fessure. È indispensabile quindi, migliorare la tenuta all'aria dei serramenti riducendo così le dispersioni di calore . Ciò però, non significa sigillare la casa: un'eccessiva impermeabilità all'aria crea, infatti, problemi di muffe e condense; un'adeguata ventilazione risolve questi inconvenienti e consente di raggiungere il livello di comfort ottimale. Per isolare i serramenti possiamo intervenire sulle guarnizioni sostituendole con delle nuove (in gomma, alluminio, etc..), oppure sigillando con il silicone i contorni dei serramenti. Per isolare le superfici vetrate invece possiamo:
- inserirne un'altro vetro sul medesimo infisso, ottenendo così un doppio vetro;
- applicare tendaggi pesanti davanti alle finestre (non davanti ai termosifoni!);
- sostituire tutto il serramento con un altro già predisposto con vetrocamera, oppure aggiungere un secondo serramento dietro o davanti al vecchio.
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Fonti: ENEA