| APPARECCHIATURE |
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ILLUMINAZIONE
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È la prima e la più diffusa delle applicazioni
elettriche introdotte nella casa: dal lontano 1880, anno in cui fu
illuminata artificialmente la prima abitazione privata, la
lampadina ne ha fatta di strada, illuminando le nostre notti e
anche le nostre giornate, cambiando il volto delle nostre
città, modificando radicalmente abitudini e bisogni.
Il settore dell'illuminazione domestica ha una sua importanza
energetica, anche se non è il settore che più incide
sui consumi di elettricità: in Italia, la quota annua di
energia elettrica destinata a tale uso è, complessivamente,
superiore ai 7 miliardi di kWh, corrispondenti a circa il 13,5% del
consumo totale di energia elettrica nel settore residenziale.
Possiamo ipotizzare per una famiglia tipo di 4 persone un consumo
medio per bimestre di 65-70 kWh, questo rappresenta l'8-10% delle
spese totali di energia elettrica.
È importante quindi utilizzare nel modo migliore l'energia
elettrica usata per questa applicazione e contenere le relative
spese, senza però rinunciare in nessun modo ai comfort e al
benessere al quale siamo abituati. |
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I DIVERSI TIPI DI LAMPADE
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Esistono diversi tipi di lampade ma esistono anche diverse
necessità di illuminazione e diverse possibilità di
impiego.
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| Prima di scegliere quale lampada acquistare, bisogna pensare
bene: |
| - qual è l'ambiente da illuminare; |
| - quali attività vi si svolgono; |
| - per quante ore, in media, la lampada rimarrà
accesa. |
| Illuminare significa consumare energia e quindi spendere: a
seconda di quale lampada si sceglie cambiano notevolmente, oltre la
qualità e la quantità di luce ottenuta, anche i
consumi. |
| Tutte le lampade attualmente in commercio possono essere
suddivise, in base alle modalità con cui viene generata la
luce, in due grandi categorie: |
| - ad incandescenza; |
| - a scarica elettrica in gas. |
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Lampade ad incandescenza
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Le comuni lampadine, le più diffuse nelle
nostre case, sono costituite da un bulbo in vetro dal quale
è stata tolta l'aria e successivamente riempito con un gas
inerte; al suo interno, un filamento di tungsteno attraversato
dalla corrente elettrica diventa incandescente, emettendo una certa
quantità di luce.
L'unità di misura della luce emessa da una lampada è
il lumen. Una lampadina a incandescenza da 150 watt emette circa
2.000 lumen, e cioè 2.000:150=13 lumen per ogni watt
assorbito.
Sono essenzialmente di due tipi:
- lampade a riflettore incorporato: in queste lampade una
parte dell'ampolla è internamente ricoperta da uno strato di
speciali sostanze che riflettono la luce emessa dal filamento
incandescente;
- lampade ad incandescenza "alogene": sono lampade ad
incandescenza all'interno delle quali viene introdotta una miscela
di alogeni (essenzialmente bromo), che crea un processo di
rigenerazione del filamento: quando il filamento raggiunge una
determinata temperatura (circa 3.000 gradi Kelvin), gli atomi di
tungsteno che evaporano dal filamento, dopo essersi combinati
chimicamente con gli alogeni, si ridepositano sul filamento per
ricominciare un altro ciclo. In una lampada normale tali atomi si
depositano invece sul vetro del bulbo e lo anneriscono. |
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Lampade a scarica in gas
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Queste lampade sfruttano il principio per cui se
tra due elettrodi immersi in un gas o in vapori metallici viene
applicata una differenza di potenziale opportuna, tra i due
elettrodi si genera una scarica a cui è associata
l'emissione di radiazioni visibili. Queste lampade hanno
un'efficienza luminosa di gran lunga superiore (da 4 a 10 volte)
rispetto a quella delle lampade ad incandescenza, in quanto
è più elevata la quota di energia assorbita
trasformata in luce. Le lampade a scarica non possono, però,
essere collegate direttamente alla rete di alimentazione, come
avviene invece per quella ad incandescenza. |
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Possiamo suddividere le lampade fluorescenti in:
- lampade fluorescenti tubolari: la "qualità"
della luce emessa da queste lampade varia in base al tipo di
sostanza fluorescente utilizzata. Infatti proprio sulla selezione e
composizione delle sostanze fluorescenti usate si basa la vasta
gamma di tonalità di luce con cui vengono oggi prodotte le
lampade tubolari fluorescenti. Dal punto di vista dell'efficienza
(il rendimento è di circa 90 lumen/watt) e dei consumi, le
lampade fluorescenti tubolari sono molto vantaggiose: a
parità di luce emessa consumano la quinta parte di una
lampada ad incandescenza. La durata di vita media è di circa
10.000 ore, molto superiore a quella delle lampade ad
incandescenza;
- lampade fluorescenti tubolari ad alta frequenza: sono
lampade tubolari fluorescenti espressamente realizzate per
funzionare con alimentazione a mezzo di reattori elettronici ad
alta frequenza: sono denominate appunto lampade ad alta frequenza.
Esse sono caratterizzate da una durata di vita di circa 12.000 ore,
notevolmente superiore rispetto a quella delle lampade di tipo
tradizionale. Anche la loro efficienza luminosa, circa 100
lumen/watt, è notevolmente superiore;
- lampade fluorescenti compatte: sono state introdotte
all'inizio degli anni '80 allo scopo di mettere a disposizione
degli utenti sorgenti luminose che, pur avendo dimensioni e
tonalità di luce simili a quelle delle lampade ad
incandescenza, fossero caratterizzate da un'efficienza luminosa e
da una durata di vita notevolmente superiori. Per quanto riguarda i
principi di funzionamento sono comparabili alle lampade tubolari
fluorescenti di cui costituiscono la miniaturizzazione. Le lampade
fluorescenti compatte hanno un'efficienza luminosa che varia da 40
a 60 lumen/watt a seconda del tipo e quindi consentono di ridurre
fortemente i consumi d'energia elettrica (circa il 70%) che si
avrebbero impiegando comuni lampade ad incandescenza di equivalente
flusso luminoso: ad esempio, una di queste lampade da 20 watt
fornisce la stessa quantità di luce di una lampada ad
incandescenza da 100 watt.;
- lampade fluorescenti compatte integrate elettroniche:
sono come le precedenti ma nel quale è incorporato anche il
reattore elettronico.
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CARETTERISTICHE DELLE LAMPADE PER USO RESIDENZIALE
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Tipo di
lampade
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Indice di efficienza
(*)
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Durata media
(ore)
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Resa cromatica (indice)
(**)
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Tonalità (K)
(***)
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| AD INCANDESCENZA |
1
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1.000
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100
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2.000/3.000
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| AD ALOGENI: |
| - con attacco vite |
| - a doppio attacco |
| - a bassissima tensione (****) |
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FLUORESCENTI COMPATTE:
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- elettroniche integrate
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- convenzionali
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FLUORESCENTI TUBOLARI:
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- a luce standard
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- a luce "extra"
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- ad alta frequenza
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in base al tipo
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| 2.700/6.500 |
| 3.000/4.000 |
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(*)
Indice di efficienza 1 = 12 lumen/watt.
(**) L'indice di
resa cromatica definisce in che misura la luce emessa da una
sorgente luminosa consente di apprezzare le sfumature di colore
degli oggetti illuminati. Al riguardo le lampade vengono
classificate con un indice numerico compreso tra 0 e 100: quanto
più tale indice si avvicina a 100 tanto più la
sorgente luminosa consente l'apprezzamento delle sfumature di
colore.
(***) La tonalità di
luce emessa da una lampada è caratterizzata dalla
"temperatura di colore", espressa in gradi Kelvin (K). Vengono
definite: a tonalità "calda" le lampade la cui luce abbia
temperatura di colore compresa tra 2.000 e 3.000 K; a
tonalità "bianca" le lampade la cui luce abbia temperatura
di colore compresa tra 3.000 e 5.000 K; a tonalità "fredda"
le sorgenti luminose la cui luce abbia temperatura di colore
superiore a 5.000 K.
(****) Richiede un trasformatore.
(*****) Talvolta l'alimentazione può essere
separata: in tal caso, alla potenza della lampada viene aggiunta
quella dell'alimentatore. |
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MIGLIORARE L'ILLUMINAZIONE
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Migliorare l'illuminazione non significa semplicemente aumentare
la potenza delle lampadine (e quindi i consumi di
elettricità): molto più importante è invece
determinare la corretta distribuzione delle sorgenti luminose e la
giusta qualità della luce.
Abbiamo già sottolineato l'importanza di adattare
l'illuminazione alle diverse esigenze, evitando gli errori
più frequenti: cioè una quantità di luce
insufficiente allo svolgimento di determinate attività come
cucinare, leggere, cucire ecc. che richiedono una buona
acuità visiva e una errata distribuzione delle fonti
luminose che lasciano fastidiose zone d'ombra o che provocano
abbagliamento.
La determinazione della quantità di luce necessaria in un
ambiente non è univoca, ma cambia a seconda delle funzioni a
cui è destinato l'ambiente. In ogni ambiente esistono delle
attività principali che richiedono un particolare tipo di
luce.
In generale la soluzione migliore, per gli usi domestici, consiste
nel creare una luce soffusa in tutto l'ambiente e intervenire con
fonti luminose più intense nelle zone destinate ad
attività precise come pranzare, leggere, studiare.
È importante anche che le luci non abbaglino né
direttamente, né per riflessione. Nel primo caso basta
eliminare dal campo visivo le lampadine con sorgenti di luce
concentrata: ciò non vuol dire sempre cambiare la lampada o
modificarne la posizione; spesso basta sostituire la lampadina
chiara con una smerigliata o una opalizzata. Nel caso della
riflessione, inoltre, ci sono alcune considerazioni da fare:
può dipendere dal tipo di materiali e oggetti presenti in
casa o dal tipo di lampada. Se ci sono superfici riflettenti si
può intervenire sulla sorgente di luce e, ad esempio,
sostituire una illuminazione concentrata con una diffusa. Si
può anche intervenire sull'oggetto riflettente, cambiandolo
di posto o modificandone l'orientamento.
Non dimentichiamo inoltre che se vogliamo aumentare la
luminosità e diminuire i consumi della luce artificiale le
pareti degli ambienti devono essere tinteggiate con colori
chiari.
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ALCUNI CONSIGLI PRATICI
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| Per meglio orientarsi al momento dell'acquisto nella tabella
vengono riportate, a titolo di esempio, le equivalenze tra le
più comuni lampade fluorescenti compatte e le corrispondenti
lampade ad incandescenza. |
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| Seguono infine, alcuni interessanti consigli pratici: |
| - Il lampadario centrale per l'illuminazione generale delle
stanze non è una soluzione vantaggiosa in termini
energetici, soprattutto quando questo è provvisto di molte
luci: una lampada ad incandescenza da 100 watt fornisce la stessa
illuminazione di 6 lampadine da 25 watt, ma queste ultime consumano
il 50% in più di energia elettrica. |
| - Dovendo scegliere un lampadario centrale è meglio
utilizzarne uno con una luce sola, oppure, nel caso di un
interruttore doppio si può installarne uno a due luci, una
di potenza debole e una di potenza maggiore. |
| - L'illuminazione con lampada da terra o da parete, è
migliore perché non crea zone d'ombra e dà una luce
diffusa; si possono utilizzare apparecchi a luce diffusa tipo
abatjour oppure apparecchi con lampade alogene. |
| - Nella zona pranzo è meglio utilizzare una luce sospesa
concentrata sul tavolo oppure una lampada da terra, con braccio
curvo, che illumini il tavolo. |
| - Per le scrivanie sono da preferire le lampade da tavolo con
braccio orientabile. |
| - Nei bagni sono sufficienti plafoniere a soffitto o faretti ad
accensione separata, vicino allo specchio. |
| - Appliques e plafoniere sono una valida soluzione anche per i
corridoi e per tutti gli ambienti di transito che non richiedono
una forte illuminazione. |
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ELETTRODOMESTICI
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| Le etichette energetiche |
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L'Unione Europea ha affrontato concretamente la questione del
risparmio energetico a partire dal 1992, quando la direttiva
92/75/CEE ha stabilito la necessità di applicare
un'etichetta energetica ai principali elettrodomestici. Nel 1994
è stata emanata la prima direttiva specifica.
La legislazione europea è stata poi recepita - cioè
è entrata a far parte delle leggi nazionali - in ciascuno
dei paesi dell'Unione Europea. Così in Italia nel 1998
è stato introdotto l'obbligo dell'etichettatura energetica
per frigoriferi e congelatori, da maggio 1999 è stata
introdotta l'etichetta per le lavatrici, da giugno 2000 quella per
le lavastoviglie, da luglio 2002 è obbligatoria l'etichetta
per le lampade ad uso domestico e da luglio 2003, infine, sono
state introdotte le etichette per i forni elettrici e i
condizionatori.
La finalità dell'etichettatura energetica degli
elettrodomestici è quella di informare i consumatori circa
il consumo di energia degli apparecchi, allo scopo di consentire un
impiego più razionale dell'energia e di favorire il
risparmio energetico e la riduzione dell'inquinamento atmosferico.
In più l'etichetta energetica, orientando i consumatori
nella scelta al momento dell'acquisto, favorisce lo sviluppo
tecnologico dei prodotti con consumi contenuti. I progressi
già ottenuti sono notevoli.
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| Il significato dei colori e delle lettere è lo stesso
della lunghezza: |
| - freccia corta - lettera A - colore verde - consumi bassi |
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- freccia lunga - lettera G - colore rosso - consumi alti.
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A parità di prestazioni gli apparecchi che consumano meno
sono più efficienti dal punto di vista energetico. Con una
similitudine "semaforica", si potrebbe dire che la freccia rossa
indica uno stop all'acquisto a causa degli alti consumi, la freccia
verde via libera, la freccia gialla cautela. Sull'etichetta
è inoltre riportato l'avvertimento che una scheda
particolareggiata, relativa al prodotto, illustra le
caratteristiche tecniche e le prestazioni del prodotto.
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Le schede informative
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| In effetti la normativa relativa all'etichetta energetica
comporta per i fornitori anche l'obbligo di fornire e di rendere
disponibile al pubblico una scheda informativa relativa
all'apparecchio posto in vendita. Nelle schede informative dei
diversi elettrodomestici sono riportati: il marchio del
costruttore; il nome del modello; la classe di efficienza
energetica su una scala da A (efficienza massima) a G (efficienza
minima); il consumo di energia; l'eventuale assegnazione del
marchio comunitario di qualità ecologica (Ecolabel, in
questo caso è pubblicato il relativo simbolo), le principali
caratteristiche tecniche del modello e in particolare quelle che
possono incidere sui consumi di energia. |
| Inoltre ogni tipologia di apparecchio avrà una serie di
informazioni aggiuntive. |
| Come esempio di scheda informativa tipo, riportiamo quella
relativa alla lavatrice. In questa scheda troviamo dunque (con
riferimento al ciclo normale di lavaggio del cotone a 60°C) le
seguenti informazioni: |
| - il marchio del costruttore; |
| - il nome del modello; |
| - la classe di efficienza energetica su una scala da A
(efficienza massima) a G (efficienza minima); |
| - il consumo di energia in kWh per ciclo normale del cotone a
60°C; |
| - la classe di efficienza del lavaggio su una scala da A
(più pulito) a G (meno pulito); |
| - l'efficienza di espulsione dell'acqua, definita come
percentuale dell'acqua rimasta dopo la centrifuga in rapporto al
peso della biancheria asciutta; |
| - la velocità massima di centrifugazione; |
| - la capacità dell'apparecchio; |
| - il consumo di acqua; |
| - la durata del programma; |
| - le altre informazioni a cura del costruttore e riferite ad
altri cicli di lavaggio; |
| - il consumo medio annuo di energia e di acqua sulla base di
200 cicli di lavaggio all'anno; |
| - la rumorosità durante il lavaggio e la
centrifugazione. |
| Possiamo fare ancora degli esempi relativi ad altri tipi di
elettrodomestici: così nella scheda informativa di una
lavastoviglie viene riportato, oltre alle informazioni generali,
l'indicazione del ciclo "normale" a cui si riferiscono i dati
contenuti nell'etichetta e nella scheda, la classe di efficacia di
lavaggio su una scala da A a G, la classe di efficacia di
asciugatura, la capacità delle lavastoviglie in coperti
normali, il consumo di acqua per ciclo di lavaggio normale, la
durata del programma; nella scheda relativa ai condizionatori
saranno riportati la capacità di raffreddamento in kW
dell'apparecchio e l'indice di efficienza energetica. |
| In definitiva per il consumatore attento e consapevole la
scheda informativa si configura, accanto all'etichetta energetica,
come un'ulteriore preziosa fonte di informazione. |
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LAVATRICE
|
| La lavatrice può funzionare meglio senza per questo
dover fare sacrifici o rinunce, basta adottare qualche piccolo
accorgimento, in modo da consumare meno energia, risparmiando
denaro e salvaguardando anche l'ambiente. |
| I suggerimenti sono relativi a quattro punti fondamentali: |
| - la scelta in fase di acquisto; |
| - l'installazione; |
| - l'utilizzo; |
| - la manutenzione. |
| I diversi argomenti verranno trattati anche attraverso tabelle
che danno la possibilità di valutare i consumi e i costi di
esercizio della lavatrice. |
| La scelta in fase di acquisto |
| La tecnologia si evolve a ritmo sempre più veloce: anni
di studio e di lavoro hanno portato alla produzione di lavatrici
che, rispetto a quelle vecchie, sono in grado di lavare il bucato
utilizzando una minore quantità d'acqua, di detersivo e di
energia elettrica. Infatti, fino a pochi anni fa l'unico tipo di
lavaggio era quello dell'"ammollo", in cui la biancheria veniva
immersa in acqua con il detersivo e lavata soltanto con un
movimento rotatorio del cestello. |
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| Ora nei nuovi modelli è stato introdotto il lavaggio "a
pioggia" in cui i capi sono posti ad una duplice azione in quanto,
oltre all'ammollo, vengono continuamente spruzzati dall'alto con
acqua e detersivo. Alcune macchine prevedono anche il riutilizzo
dell'acqua di lavaggio che, attraverso un'apposita conduttura,
viene riciclata e immessa nuovamente in vasca, passando attraverso
la biancheria ed aumentando così l'eliminazione dello
sporco. |
| Diminuendo la quantità d'acqua sarà necessaria
meno energia per portarla alla temperatura prescelta per il
lavaggio ed è anche sufficiente una minore quantità
di detersivo. Per queste ragioni, al momento dell'acquisto,
è sempre meglio preferire modelli di recente produzione, che
ormai assicurano un consumo d'acqua e detersivo estremamente
contenuti e di cui sono noti sia il consumo di energia che la
capacità di lavare. |
| L'utilizzo |
| Riguardo l'utilizzo possiamo adottare i seguenti
accorgimenti: |
| - Scegliere correttamente il programma. |
| - Preferire i programmi di lavaggio a temperature non elevate
(40°- 60°C). |
| - Utilizzare la lavatrice solo a pieno carico oppure servirsi
del tasto "economizzatore o mezzo carico" quando c'è poca
biancheria da lavare. |
| - Controllare la quantità di detersivo in base alla
durezza dell'acqua. |
| - Non superare mai le dosi di detersivo consigliate dalle case
produttrici, perché il detersivo incide molto sui costi del
bucato e concorre all'inquinamento dell'ambiente. |
| La manutenzione |
| Riguardo la manutenzione possiamo adottare i seguenti
accorgimenti: |
| - Pulire frequentemente il filtro: le impurità e il
calcare accumulato ostacolano lo scarico dell'acqua. |
| - Usare i prodotti decalcificanti insieme al detersivo: evitano
la formazione di depositi e facilitano le funzioni del detersivo
soprattutto con "acqua dura". |
| - Staccare i collegamenti elettrici e idraulici se la lavatrice
è destinata a rimanere a lungo inattiva e mantenere
l'oblò leggermente aperto per evitare la formazione di
cattivi odori. |
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LAVASTOVIGLIE
|
| La lavastoviglie può funzionare meglio senza per questo
dover fare sacrifici o rinunce, basta adottare qualche piccolo
accorgimento, in modo da consumare meno energia, risparmiando
denaro e salvaguardando anche l'ambiente. |
| I suggerimenti sono relativi a quattro punti fondamentali: |
| - la scelta in fase di acquisto; |
| - l'installazione; |
| - l'utilizzo; |
| - la manutenzione. |
| I diversi argomenti verranno trattati anche attraverso tabelle
che danno la possibilità di valutare i consumi e i costi di
esercizio della lavastoviglie. |
| La scelta in fase d'acquisto |
| La tecnica ha fatto notevoli passi avanti nel campo della
progettazione e della produzione delle lavastoviglie per uso
domestico. Oggi esistono apparecchi in grado di offrire risultati
migliori rispetto alle vecchie lavastoviglie, con minori consumi di
energia elettrica, di acqua e di detersivo. |
| Infatti, diminuendo la quantità di acqua necessaria per
un ciclo di lavaggio (in dieci anni si è passati, in media,
da 45 a 25 litri) occorre anche meno energia per portare l'acqua
alla giusta temperatura ed è sufficiente una minore
quantità di detersivo. Le lavastoviglie moderne hanno,
inoltre, la possibilità di effettuare cicli ridotti o
"rapidi", che rappresentano un notevole risparmio di tempo (fino al
60%) e quindi di energia quando i piatti non sono tanto sporchi da
costringere all'utilizzo del ciclo lungo. |
| In fase di acquisto è, quindi, senz'altro preferibile
scegliere i modelli inseriti più recentementesul
mercato. |
| Un discorso a parte merita la capacità dell'apparecchio,
il cosiddetto numero di coperti, che è riferito al numero di
stoviglie che la macchina può contenere per ciclo di
lavaggio. Cercate di scegliere il modello con la capacità
che vi serve realmente. Una lavastoviglie di grande
capacità, cioè con un numero di coperti troppo
elevato rispetto alle nostre necessità, verrà spesso
utilizzata semivuota, mentre con un apparecchio troppo piccolo
saremo costretti ad aumentare il numero dei cicli di lavaggio. In
entrambi i casi sprecheremo acqua ed energia. |
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| L'utilizzo |
| Riguardo l'utilizzo possiamo adottare i seguenti
accorgimenti: |
| - Disporre le stoviglie correttamente nella macchina, avendo
cura di asportare i residui più grossi delle pietanze per
evitare il pericolo di intasamento del filtro con conseguente
riduzione dell'efficacia del lavaggio. |
| - Utilizzare il ciclo intensivo solo nei casi in cui sia
veramente necessario, quando cioè le stoviglie sono
particolarmente sporche. |
| - Adottare il programma "economico" per le stoviglie poco
sporche. |
| - Utilizzare esclusivamente detersivi specifici per
lavastoviglie e rispettare le dosi consigliate dalle case
produttrici. |
| - Far funzionare la lavastoviglie solo a pieno carico. |
| - Eliminare l'asciugatura con l'aria calda. La semplice
circolazione dell'aria, aprendo lo sportello a fine lavaggio,
è sufficiente ad asciugare le stoviglie e consente un
risparmio di circa il 45% di energia, riducendo la durata del ciclo
di almeno 15 minuti. |
| La manutenzione |
| Riguardo la manutenzione possiamo adottare i seguenti
accorgimenti: |
| - Pulire sovente e con cura il filtro: le impurità e i
depositi impediscono lo scarico dell'acqua e non consentono buoni
risultati di lavaggio. |
| - Usare con regolarità il sale apposito, o quello grosso
da cucina, che serve a prevenire la formazione di incrostazioni
calcaree, controllando che il contenitore sia sempre pieno. |
| - Assicurarsi che i forellini dei bracci rotanti siano liberi:
se sono ostruiti l'acqua non raggiunge efficacemente tutte le
stoviglie. |
| - Staccare i collegamenti elettrici e idrici in caso di lunghi
periodi di inattività della lavastoviglie. |
| - Leggere sempre molto attentamente il libretto di istruzioni
allegato al nuovo apparecchio. |
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FRIGORIFERO
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| Il frigorifero può funzionare meglio senza per questo
dover fare sacrifici o rinunce, basta adottare qualche piccolo
accorgimento, in modo da consumare meno energia, risparmiando
denaro e salvaguardando anche l'ambiente. |
| I suggerimenti sono relativi a quattro punti fondamentali: |
| - la scelta in fase di acquisto; |
| - l'installazione; |
| - l'utilizzo; |
| - la manutenzione. |
| La scelta in fase d'acquisto |
| Acquistare un frigorifero può rivelarsi più
difficile del previsto per la vasta gamma di soluzioni sia
funzionali che estetiche presenti oggi sul mercato. |
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Innanzitutto ricordiamo, con una tabella, il significato del
numero di stelle che troviamo sugli scomparti a temperatura
più bassa.
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| - I frigoriferi monoporta (più precisamente frigoriferi
con o senza scomparti per le basse temperature), sono adatti
soprattutto a chi preferisce acquistare giorno per giorno gli
alimenti freschi ed hanno generalmente - ma non sempre - dimensioni
ridotte; spesso hanno una piccola cella, o un vano separato (anche
a quattro stelle) per conservare alimenti surgelati. |
| - I frigocongelatori a due porte sono dotati di un vano
frigorifero e di un vano congelatore (generalmente a quattro
stelle) entrambi di discrete dimensioni. Sono molto pratici in
quanto consentono anche di congelare cibi freschi. |
| - I frigocongelatori con più di due porte danno la
possibilità di scegliere tra diversi climi quello più
adatto ai cibi che si intendono conservare. |
| Vediamo indicativamente quanto consumano i diversi modelli,
precisando che i valori delle tabelle si riferiscono ai consumi a
porte chiuse, e che questi possono anche raddoppiare in funzione
del numero e della durata delle aperture. |
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| L'utilizzo |
| Riguardo l'utilizzo possiamo adottare i seguenti
accorgimenti: |
| - Posizionare gli apparecchi possibilmente nel punto più
fresco della cucina, lontano dai fornelli, dal termosifone e dalla
finestra. Per il congelatore, una buona collocazione può
essere la cantina o il garage. |
| - Lasciare uno spazio di almeno 10 cm tra la parete e il retro
dell'apparecchio per una buona ventilazione. |
| - La regolazione del termostato deve avvenire secondo la
temperatura ambiente: dunque varierà secondo le stagioni,
seguendo anche le eventuali indicazioni del costruttore. |
| - Posizionare gli alimenti secondo le loro esigenze di
conservazione ricordando che, generalmente, la zona più
fredda del frigorifero è in basso, sopra i cassetti della
verdura. |
| - Evitare di riempire eccessivamente il frigorifero e, cercare
di lasciare un po' di spazio a ridosso delle pareti interne per
favorire la circolazione dell'aria. |
| - Non introdurre mai cibi caldi nel frigorifero o nel
congelatore perché contribuiscono alla formazione di
ghiaccio sulle pareti. |
| - Fare attenzione quando si apre il frigorifero,in modo da
prelevare o mettere dentro velocemente i cibi. |
| La manutenzione |
| Riguardo la manutenzione possiamo adottare i seguenti
accorgimenti: |
| - Controllare che le guarnizioni di gomma delle porte siano
sempre in buono stato. |
| - Pulire ogni tanto il condensatore (serpentina) posto sul
retro dell'apparecchio, dopo aver staccato l'alimentazione
elettrica: lo strato di polvere che si forma fa aumentare i consumi
in quanto non permette un buon raffreddamento. |
| - Sbrinare l'apparecchio non appena lo strato di ghiaccio
supera i 5 mm di spessore. La brina sottrae infatti freddo
all'apparecchio in quanto forma uno strato isolante, facendo
aumentare i consumi di energia e riducendo, inoltre, lo spazio
utilizzabile. |
| - Leggere sempre molto attentamente il libretto di istruzioni
allegato al nuovo apparecchio. |
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Fonti: ENEA
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