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ENERGIA SOLARE
FOTOVOLTAICA
All'interno del sole, a temperature di alcuni
milioni di gradi centigradi, avvengono incessantemente reazioni
termonucleari di fusione, che sprigionano enormi quantità di
energia sotto forma di radiazioni elettromagnetiche.
L'energia irradiata si propaga nello spazio, e dopo aver
attraversato l'atmosfera terrestre arriva al suolo, con una
intensità mediamente pari a circa 1.000 W/m2 .
Questo enorme flusso di energia che arriva sulla Terra è
pari a circa 15.000 volte l'attuale consumo energetico mondiale; di
questa energia solo una parte può essere trasformata in
energia utile.
La quantità di energia prodotta da un generatore
fotovoltaico varia nel corso dell'anno e dipende da una serie di
fattori come la latitudine e l'altitudine del sito, l'orientamento
e l'inclinazione della superficie dei moduli fotovoltaici, e le
caratteristiche di assorbimento e riflessività del
territorio circostante.
A titolo indicativo alle latitudini dell'Italia centro-meridionale
un metro quadrato di moduli può produrre in media 0,3-0,4
kWh al giorno nel periodo invernale, e 0,6-0,8 in quello
estivo.
La tecnologia fotovoltaica, consente di trasformare direttamente la
"luce" del sole in energia elettrica; è tra le più
innovative e promettenti a medio e lungo termine. La
quantità di energia solare che arriva sulla superficie
terrestre e che può essere utilmente "raccolta" da un
dispositivo fotovoltaico dipende dall'irraggiamento del luogo.
L'irraggiamento è, infatti, la quantità di energia
solare incidente su una superficie unitaria in un determinato
intervallo di tempo, tipicamente un giorno (kWh/m2/giorno). In
località favorevoli è possibile raccogliere
annualmente circa 2.000 kWh da ogni metro quadro di superficie, il
che è l'equivalente energetico di 1,5 barili di petrolio per
metro quadrato.
UN SISTEMA FOTOVOLTAICO
Un sistema fotovoltaico è in grado di trasformare,
direttamente ed istantaneamente, l'energia solare in energia
elettrica senza quindi l'uso di alcun combustibile. Esso sfrutta il
cosiddetto effetto fotovoltaico, cioè la capacità che
hanno alcuni materiali semiconduttori opportunamente trattati
di generare elettricità se esposti alla radiazione
luminosa.
Un sistema fotovoltaico è essenzialmente costituito da un
"generatore", da un "sistema di condizionamento e controllo della
potenza" , da un eventuale "accumulatore" di energia (una
batteria) e naturalmente dalla struttura di sostegno.
IL GENERATORE FOTOVOLTAICO
È costituito da un insieme di moduli fotovoltaici
collegati in modo da ottenere i valori di potenza e tensione
desiderati.
I moduli sono costituiti da un insieme di celle. La cella
fotovoltaica è il componente elementare del sistema ed
è costituita da una sottile "fetta" di un materiale
semiconduttore, quasi sempre silicio, di spessore pari a circa 0,3
mm. Può essere rotonda o quadrata e può avere una
superficie compresa tra i 100 e i 225 cm2.
Attualmente il silicio, mono e policristallino, impiegato nella
costruzione delle celle è lo stesso utilizzato
dall'industria elettronica, che richiede materiali molto puri e
quindi costosi. Tra i due tipi il silicio policristallino è
il meno costoso, pur avendo rendimenti energetici leggermente
inferiori. Per ridurre il costo della cella sono in studio nuove
tecnologie che utilizzano il silicio amorfo e altri materiali
policristallini, quali il seleniuro di indio e rame e il tellurio
di cadmio.
Una cella fotovoltaica di dimensioni 10x10 cm, nelle condizioni di
soleggiamento tipiche dell'Italia (1 kW/m2), alla temperatura di
25°C fornisce una corrente di 3 A, con una tensione di 0,5 V e
una potenza di picco pari a 1,5-1,7 W. L'energia elettrica prodotta
sarà, ovviamente, proporzionale all'energia solare
incidente, che come sappiamo varia nel corso della giornata, al
variare della stagioni, e al variare delle condizioni atmosferiche,
etc.
I moduli più diffusi sono costituiti da 36 celle di silicio
mono e policristallino disposte su 4 file parallele collegate in
serie. Hanno superfici che variano da 0,5 ad 1 m2. Più
moduli collegati in serie formano un pannello, ovvero una struttura
rigida ancorabile al suolo o ad un edificio. Un insieme di
pannelli, collegati elettricamente in serie costituisce una
stringa. Più stringhe, collegate generalmente in parallelo,
per fornire la potenza richiesta, costituiscono il generatore
fotovoltaico. Il trasferimento dell'energia dal sistema
fotovoltaico all'utenza avviene attraverso ulteriori dispositivi
necessari a trasformare la corrente continua prodotta in corrente
alternata, adattandola alle esigenze dell'utenza finale.
IL SISTEMA DI CONDIZIONAMENTO E CONTROLLO
DELLA POTENZA
È costituito da un inverter, che trasforma la corrente
continua prodotta dai moduli in corrente alternata; da un
trasformatore e da un sistema di rifasamento e filtraggio che
garantisce la qualità della potenza in uscita. Trasformatore
e sistema di filtraggio sono normalmente inseriti all'interno
dell'inverter.
L'alternanza giorno/notte, il ciclo delle stagioni, le variazioni
delle condizioni meteorologiche fanno sì che la
quantità di energia elettrica prodotta da un sistema
fotovoltaico non sia costante né al variare delle ore del
giorno, né ne al variare dei mesi dell'anno. Ciò
significa che, nel caso in cui si voglia dare la completa autonomia
all'utenza, occorrerà o collegare gli impianti alla rete
elettrica di distribuzione nazionale o utilizzare dei sistemi di
accumulo dell'energia elettrica che la rendano disponibile nelle
ore di soleggiamento insufficiente.
LE APPLICAZIONI DEI SISTEMI
FOTOVOLTAICI
Gli impianti fotovoltaici sono dunque sistemi che convertono
l'energia solare direttamente in energia elettrica, senza ricorrere
alla tecnologia di produzione tradizionale che sfrutta i
combustibili fossili.
Le potenze generate da questi dispositivi variano da pochi a
diverse decine di Watt, a seconda delle dimensioni e delle
tecnologie adottate. Secondo il tipo di applicazione a cui
l'impianto è destinato, le condizioni di installazione, le
scelte impiantistiche, il grado di integrazione nella struttura
edilizia con cui si interfaccia, si distinguono varie tipologie di
impianto.
1) SISTEMI ISOLATI (STAND-ALONE)
Sono i sistemi non collegati alla rete elettrica e sono
costituiti dai moduli fotovoltaici, dal regolatore di carica e da
un sistema di batterie che garantisce l'erogazione di corrente
anche nelle ore di minore illuminazione o di buio. Questi impianti
risultano tecnicamente ed economicamente vantaggiosi nei casi in
cui la rete elettrica è assente o difficilmente
raggiungibile. Infatti spesso sostituiscono i gruppi elettrogeni.
Sono diffusi soprattutto nei paesi in via di sviluppo per utenze di
carattere rurale che le utilizzano anche per il pompaggio
dell'acqua.
In Italia sono stati realizzati molti impianti fotovoltaici di
elettrificazione rurale e montana soprattutto nel Sud, nelle isole
e sull'arco alpino. Attualmente le applicazioni più diffuse
servono ad alimentare ripetitori radio, stazioni di rilevamento e
trasmissione dati (meteorologici e sismici), sistemi di
illuminazione, etc.

2) SISTEMI COLLEGATI ALLA RETE
Sono impianti stabilmente collegati alla rete elettrica. Nelle
ore in cui il generatore fotovoltaico non è in grado di
produrre l'energia necessaria a coprire la domanda di
elettricità, la rete fornisce l'energia richiesta.
Viceversa, se il sistema fotovoltaico produce energia elettrica in
più, il surplus viene trasferito alla rete e contabilizzato.
Negli impianti integrati negli edifici vengono installati due
contatori per contabilizzare gli scambi fra l'utente e la rete. I
sistemi connessi alla rete, ovviamente, non hanno bisogno di
batterie perché la rete di distribuzione sopperisce alla
fornitura di energia elettrica nei momenti di
indisponibilità della radiazione solare.
Anche se sono stati realizzati impianti centralizzati di produzione
di energia elettrica fotovoltaica di grande potenza (es. ENEA),
attualmente si vanno sempre più diffondendo, grazie anche
agli incentivi pubblici, piccoli sistemi distribuiti sul territorio
con potenza non superiore a 20 kW di picco (kWp). Questi impianti
vengono installati sui tetti o sulle facciate degli edifici, e
contribuiscono a soddisfare la domanda di energia elettrica degli
utenti.

3) GLI IMPIANTI INTEGRATI NEGLI
EDIFICI
Essi costituiscono una delle più promettenti applicazioni
del fotovoltaico. Si tratta di sistemi che vengono installati su
costruzioni civili o industriali per essere collegati alla rete
elettrica di distribuzione in bassa tensione.
L'energia elettrica immessa nella rete interna dell'edificio
utilizzatore, può essere, a seconda dei casi, consumata
dall'utenza locale oppure ceduta, per la quota eccedente al
fabbisogno, alla rete stessa.
I moduli fotovoltaici possono essere utilizzati come elementi di
rivestimento degli edifici anche in sostituzione di componenti
tradizionali. A questo scopo l'industria fotovoltaica e quella del
settore edile, hanno messo a punto moduli architettonici
integrabili nella struttura dell'edificio che trovano sempre
maggiore applicazione nelle facciate e nelle coperture delle
costruzioni.
Inoltre, dal momento che tanto più bassa è la
temperatura dei moduli fotovoltaici durante l'irraggiamento solare,
maggiore è il loro rendimento energetico, le facciate
fotovoltaiche trovano la loro migliore applicazione nelle zone
"fredde" delle facciate (parapetti, corpi ascensore e altre
superfici opache) sempre che siano orientati verso Sud- Est o
Sud-Ovest e non si trovino in una zona ombreggiata.
 
ENERGIA PRODOTTA DA UN
IMPIANTO FOTOVOLTAICO
La dimensione dell'impianto sarà funzione dell'energia
richiesta. Questa determinerà, la potenza da installare, il
numero di moduli necessari, il costo del sistema e il costo del
kilowattora elettrico generato. Per confrontare i costi tra
l'energia prodotta tra la fonte solare e quella tradizionale,
bisognerebbe parlare di "valore" dell'energia piuttosto che di
costo: il kWh prodotto con la fonte fotovoltaica non ha la stessa
qualità di quello delle fonti convenzionali. La produzione
di elettricità da impianti termoelettrici tradizionali,
infatti, è gravata da un costo nascosto (danni sociali e
ambientali dovuti all'inquinamento), che viene pagato dalla
collettività.
La tabella seguente dà un'indicazione di massima della
"capacità produttiva" di un impianto fotovoltaico connesso
alla rete. Vengono indicati, per tre localizzazioni diverse, i kWh
elettrici generati mediamente in un anno e immessi in rete, per
ogni metro quadrato di moduli in silicio monocristallino e in
silicio policristallino, e per un impianto di potenza nominale pari
ad 1 kWp (si tenga conto che esso corrisponde a moduli di
superficie complessiva pari a circa 8 m2 se in silicio cristallino
e 10 m2 se in silicio policristallino).
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Localizzazione
dell'impianto
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Energia utile per mq di
moduli in silicio monocristallino
kWh/(m2 anno)
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Energia utile per mq di
moduli in silicio monocristallino
kWh/(m2 anno)
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Energia
utile
per 1kWp installato
kWh/(kWp anno)
|
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NORD
|
150
|
130
|
1080
|
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CENTRO
|
190
|
160
|
1350
|
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SUD
|
210
|
180
|
1500
|
I BENEFICI AMBIENTALI
L'energia elettrica prodotta con il fotovoltaico ha un costo
nullo per combustibile: per ogni kWh prodotto si risparmiano circa
250 grammi di olio combustibile e si evita l'emissione di
circa 700 grammi di CO2, nonché di altri gas
responsabili dell'effetto serra, con un sicuro vantaggio economico
e soprattutto ambientale per la collettività .
Si può valutare in 30 anni la vita utile di un impianto
fotovoltaico; il che significa che un piccolo impianto da 1,5 kWp,
in grado di coprire i due terzi del fabbisogno annuo di energia
elettrica di una famiglia media italiana (2.500 kWh),
produrrà, nell'arco della sua vita efficace, quasi 60.000
kWh, con un risparmio di circa 14 tonnellate di combustibili
fossili, evitando l'emissione di circa 40 tonnellate di CO2.
FONTI: - ENEA
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