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Energia idroelettrica è un termine usato per
definire l'energia elettrica ottenibile a partire da una caduta
d'acqua, convertendo con apposito macchinario l'energia meccanica
contenuta nella portata d'acqua trattata. Gli impianti idraulici,
quindi, sfruttano l'energia potenziale meccanica contenuta in una
portata di acqua che si trova disponibile ad una certa quota
rispetto al livello cui sono posizionate le turbine. Pertanto la
potenza di un impianto idraulico dipende da due termini: - il salto
(dislivello esistente fra la quota a cui è disponibile la
risorsa idrica svasata e il livello a cui la stessa viene
restituita dopo il passaggio attraverso la turbina); - la portata
(la massa d'acqua che fluisce attraverso la macchina espressa per
unità di tempo).
TIPOLOGIE DI SISTEMI IDROELETTRICI
A seconda delle caratteristiche del territorio le centrali
idroelettriche si suddividono in:
Impianti ad acqua fluente: sfruttano l'energia
cinetica delle acque fluviali; questi impianti non dispongono di
alcuna capacità di regolazione degli afflussi e la portata
sfruttata è quella del corso d'acqua, meno una quota detta
deflusso minimo vitale necessaria per salvaguardare l'ecosistema.
Questa tipologia di impianto può provocare problemi di
regolarità della produzione dell'energia elettrica sia in
periodi di magra che di piena dei corsi d'acqua ma, data la
facilità di arresto e avvio, essi rivestono un importante
ruolo per la generazione distribuita dell'energia.
Impianti a deflusso regolato (a bacino): sfruttano
bacini idrici naturali o artificiali (serbatoi o dighe) per avere
una produzione di energia regolare; sono ad oggi gli impianti
idroelettrici più potenti e più sfruttati sebbene
presentino notevoli impatti sull'ambiente.
Impianti ad accumulo a mezzo pompaggio: sono
simili a quelli a bacino ma prevedono due serbatoi di
estremità, collocati a quote differenti e collegati mediante
manufatti tipici di un impianto idroelettrico, Nelle ore diurne, di
maggior richiesta di energia (ore di punta), l'acqua immagazzinata
nel serbatoio superiore è usata per la produzione di energia
elettrica; nelle ore di minor richiesta (ore notturne) la stessa
viene risollevata tramite pompe al serbatoio superiore. In questo
modo la corrente elettrica utilizzata per pompare l'acqua nel
serbatoio superiore viene restituita quasi integralmente in una
forma di maggior pregio perché disponibile nelle ore di
maggior richiesta. Questi impianti sono attualmente il miglior
sistema di accumulo di energia e, se fossero adottati più
diffusamente, potrebbero aiutare a risolvere due problemi
determinanti per il funzionamento della rete di distribuzione:
andrebbero a sostituire centrali termoelettriche, oggi necessarie
per soddisfare i fabbisogni di punta, e permetterebbero il massimo
rendimento sia delle stesse centrali termoelettriche che delle
centrali alimentate da fonti di energia rinnovabili.
Impianti inseriti in condotte idriche: sono posti
in prossimità dell'ingresso degli impianti di trattamento
acque dove in generale sono presenti appositi dispositivi per
diminuire la pressione dell'acqua; inserendo una turbina si ha un
recupero energetico, tale sistema può essere inserito anche
su altri tipi di impianti (canali di bonifica, circuiti di
raffreddamento di condensatori, sistemi idrici vari). Nella Tabella
sottostante sono rappresentate le diverse tipologie di impianti,
classificate in funzione della potenza nominale, del salto e della
portata.

ENERGIA IDROELETTRICA IN ITALIA
È la principale risorsa alternativa al petrolio usata in
Italia. L'energia idroelettrica garantisce circa il 15% del
fabbisogno energetico italiano. La sua importanza in passato fu
molto più grande perché dagli inizi del XX secolo
sino al primo dopoguerra l'energia idroelettrica rappresentava la
stragrande maggioranza dell'energia prodotta in Italia arrivando
anche a toccare punte di pochi punti percentuali sotto al 100%.
Nella Tabella sottostante è evidenziato l'andamento
crescente dell'utilizzo dell'energia idroelettrica negli ultimi
anni, espressa in GWh .

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